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Villa Salus replica ai sindacati sul Fis: «Rispettata la normativa vigente»

Nessun accordo sul fondo di integrazione salariale. Parti sociali verso lo sciopero del 18 giugno anche per il mancato rinnovo del Ccnl nel settore sanitario privato

Per Villa Salus sul Fis (Fondo di integrazione salariale), applicato a 50 sui 250 operatori dell'ospedale privato, convenzionato con il sistema sanitario nazionale pubblico, «è stata rispettata la normativa vigente». Ieri, venerdì 29 maggio, dito puntato delle sigle confederali del comparto Cgil, Cisl e Uil sulla scelta «discriminatoria», a loro avviso, del personale cui è stato applicato l'ammortizzatore sociale. Solo infermieri e personale amministrativo in cassa integrazione tra tutto il personale, hanno scritto i sindacalisti Da Lio, Gaspari e Menegazzi. Quando invece lo spirito della misura impone una rotazione fra i dipendenti per il principio di solidarietà. Villa Salus replica che le scelte della direzione, «sono state guidate da esigenze di efficienza a tutela dei pazienti Covid. Il decreto legge 18 del 2020 non prevede la necessità di un previo accordo sindacale riguardo al Fis conseguente a epidemia Covid19. Ciò significa che la scelta dei criteri di individuazione del personale è stata demandata al datore di lavoro».

Le ragioni della scelta

Nonostante sia divenuto Covid hospital a partire dal 20 marzo, la direzione dice, «questo ospedale ha ritardato fino al 4 maggio l’attivazione della cassa integrazione impiegando i propri dipendenti in attività alternative o disponendo la fruizione di ferie e permessi o il distacco in altre strutture del territorio, nel pieno rispetto della normativa. Lungi, quindi, dall’essere “discrezionale”, la scelta fatta dalla direzione è stata orientata a una precisa logica di efficienza, a tutela sia dei dipendenti che dei pazienti: i dipendenti impiegati in reparti e settori al momento non operativi (ovvero Cup, ambulatori, Day surgery) sono stati inseriti nell’elenco Fis, e i dipendenti che nel periodo di Covid hospital avevano svolto (o si erano prestati a svolgere) le mansioni in tale periodo assegnate, le hanno mantenute per garantire, così, esperienza e continuità di servizio ai pazienti. Non sarebbe stato possibile applicare la rotazione richiesta senza ripercussioni sulla qualità del servizio offerto».

Anticipo Fis

Anche se in un momento particolarmente complicato, Villa Salus afferma che: «l'ospedale ha garantito gli stipendi in misura piena fino ad aprile 2020 ricorrendo al Fis solo dal mese di maggio e solo per una minima parte del personale e neppure per l’intero mese. È stata data invece piena apertura sull’unico aspetto su cui era possibile - scrive Villa Salus - cioè l’anticipo delle somme del Fis».

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