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Mestre: 250 chili di pesce scaduto o malconservato, ristorante nei guai

Secondo la capitaneria di porto alcuni prodotti del locale, a gestione italiana, erano fuori norma da trenta o quaranta giorni. In alcuni casi già cucinati per essere serviti. Multa di 20mila euro

Erano scaduti da un mese, alcuni prodotti anche da un mese e mezzo. Mercoledì mattina la guardia costiera ha sequestrato 250 chili di pesce in un ristorante di Mestre perché mal conservato. In alcuni casi branzini, seppie o vongole, secondo la capitaneria di porto, erano già cucinati e pronti per essere serviti in tavola a ignari clienti.

Il pesce era "entrato" nel ristorante, di gestione italiana, alcune settimane fa. Come succede spesso nelle cucine dei locali, poi i vari prodotti sono stati congelati, pronti per essere utilizzati all'occorrenza. La legge prescrive che il frigo debba mantenere una temperatura di -18 gradi centigradi e che, naturalmente, si osservino scrupolosamente le date di scadenza. In questo caso, invece, ciò non sarebbe stato rispettato. In alcuni frangenti il pesce sarebbe stato decongelato e poi conservato male.


Il gestore del locale si è visto comminare quindi una multa di 20mila euro, in virtù del fatto che un'interruzione della "catena del freddo" (le prescrizioni che seguono il processo di scongelamento di un prodotto) potrebbe causare gravi problemi alla salute. La salmonella, per esempio, resiste a temperature anche di -40 gradi. Nel caso in cui non si seguano le norme è quindi possibile che si verifichino alcune intossicazioni.

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