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Saldi, il budget è 100 euro. Allarme negozianti: "Stop agli ipermercati"

Il Movimento consumatori a Mestre: solo il 35% dei residenti approfitta degli sconti. Fatturati in calo o identici al 2012. L'appello ai Comuni: "Dateci più parcheggi e meno centri commerciali "

Nei primi giorni di saldi, e in particolare durante il week end, solo 35 mestrini su 100 hanno effettuato acquisti nei negozi  o nei centri commerciali. Fra questi, il 60 percento ha speso meno di 100 euro, un altro terzo fra i 100 e i 200 euro. I negozianti mestrini del centro non hanno fatto affari d’oro: per il 38 percento di loro, i fatturati di questi primi giorni sono identici a quelli dello scorso anno. Ma per circa il 30% le entrate sono diminuite fra il 5 e il 10 percento. Per più di metà dei commercianti la situazione nei prossimi mesi peggiorerà. Sono questi i principali risultati di una indagine congiunta Movimento Consumatori di Venezia-Confesercenti provinciale. Le due associazioni hanno voluto tastare il polso dei primi giorni di saldi inviando due questionari ai propri iscritti. I risultati sono eloquenti.

CONSUMATORI - Per i consumatori i primi giorni di saldi e in particolare il week end d’esordio, sono stati di studio. Il questionario del Movimento Consumatori, al quale hanno riposto 316 iscritti, rivela che il 65 percento dei mestrini non ha ancora approfittato degli sconti codificati per legge. Fra chi ha acquistato, sei su dieci ha speso meno di 100 euro, mentre poco più di un quarto del campione ha speso una cifra compresa fra i 100 e i 200 euro. L’acquisto s’è orientato soprattutto sui capi d’abbigliamento (35,9%), sulle calzature (21,8%) e sulla biancheria intima (17,9%). Per il 65% del campione la qualità dei prodotti venduti a Mestre è abbastanza buona, molto buona per il 16,3%, scadente per il 13,9%.  Buone notizie per i negozi di vicinato: il 58% del  nostro campione ha scelto questa tipologia di struttura di vendita per effettuare lo shopping scontato. “Il periodo dei saldi invernali – commenta Lorenzo Miozzi, presidente del Movimento Consumatori – rappresenta un momento importante per il consumatore, che durante l’anno acquista poco o nulla. E’ però vero che, a causa di bilanci familiari sempre più risicati, anche il saldo invernale sta perdendo appeal. E’ urgentissimo che il prossimo governo metta in moto misure che tutelino il consumatore nella propria quotidianità. Per noi le tematiche consumeristiche, dalle tariffe alle bollette, dai rincari alla salute, sono fondamentali per mettere un po’ di serenità economica nelle famiglie e, di conseguenza, rilanciare i consumi”.

COMMERCIANTI - Il questionario della Confesercenti, al quale hanno risposto 54 negozianti  del centro di Mestre, analizza sia i risultati dei primi giorni di saldo sia le prospettive future del commercio secondo i negozianti stessi. Per quanto riguarda il primo week end di saldi, le cose, come previsto, non sono andate benissimo. In realtà, per circa 4 commercianti su dieci le vendite sono rimaste invariate, rispetto allo scorso anno, ma quasi un terzo (30,8%) del campione denuncia cali compresi fra il 5 e il 10%, mentre un altro 15% rileva una diminuzione delle vendite compresa fra il 10 e il 20%. Per la stragrande maggioranza dei negozianti (84,6%) coinvolti la media di sconto applicata è decisamente bassa: 10%. I saldi invernali, che fino a qualche anno fa rappresentavano una buona fetta degli affari dell’intero anno, cominciano a perdere di valore, anche se per oltre il 60% del campione incide comunque fra il 20 e il 30% del totale delle vendite. Confesercenti ha poi messo in luce le richieste degli stessi commercianti mestrini per il rilancio del settore. Quasi il 70% dei negozianti chiede più parcheggi, un altro 40% invita le amministrazioni locali a porre un freno alle aperture di esercizi di grandi dimensioni. Ma come vedono il proprio futuro i commercianti mestrini? Per il 53% degli intervistati la situazione peggiorerà, per un quarto del campione resterà invariata. “I saldi rappresentano sempre una buona opportunità per commercianti e cittadini – spiega Maurizio Franceschi, direttore della Confesercenti – anche se di questi tempi non ci possiamo aspettare affari d’oro. Quello che ci preoccupa davvero e che è testimoniato anche dal nostro questionario, sono le prospettive future. I negozianti non hanno fiducia ed è preoccupante. Per più delle metà dei nostri intervistati, la situazione nei prossimi mesi peggiorerà. Non è una bella notizia”.

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