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Dopo la retata piazza pulita dell'eroina "buona". I tossici: "Rivogliamo la gialla"

La scritta è spuntata a Mestre in riviera Marco Polo in queste ore e non ha potuto che mettere sul chi va là i residenti. C'è voglia di voltare pagina in città dopo la raffica di arresti

Che abbia proprio quel significato? Che sia connesso alla maxi retata del 10 luglio? Può essere. Anzi, è molto probabile. La catena d'importazione dell'eroina gialla, che ha causato numerose morti in città, per ora è stata smantellata dopo i 30 arresti per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti ordinati dalla Dda di Venezia nei confronti dei componenti, tutti nigeriani, della banda di "Ken".

Preoccupazione dei residenti

Si tratta del re dello spaccio mestrino che si nasconde, latitante, in Francia. Fu lui a decidere a tavolino di inondare il mercato di eroina di altissima qualità a prezzi stracciati. Risultato: tossicodipendenti "fidelizzati" e piazza monopolizzata. Uno scenario che a Mestre si intende dimenticare in fretta rintuzzando ogni possibile tentativo di ricostruire la filiera della droga. Per questo motivo la scritta spuntata in queste ore in riviera Marco Polo a Mestre ha molto infastidito residenti e passanti: c'è voglia di aria nuova. Di riprendersi parchi, marciapiedi e strade.

Sta per finire la "partita buona"

Ma c'è anche un altro problema non da sottovalutare: negli ultimi giorni sono spuntati alcuni casi di spacciatori individuati dalle forze dell'ordine che avevano con sé non droga ma polvere di gesso o altro. Insomma, stavano tirando "pacchi" ai tossicodipendenti alla ricerca di droga. Finita la partita "buona", chissà cosa si inventeranno (o con cosa taglieranno lo stupefacente) coloro che vorranno mantenere il mercato a Mestre. La guerra non è ancora finita. 
 

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