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Mestre sicura, un mese d'espulsioni e arresti. Brugnaro: "Vi prenderemo casa per casa"

La questura tira le somme delle operazioni coordinate soprattutto nel quartiere Piave dal 18 settembre. Corsia preferenziale per i posti agli ex Cie: "Andate in altre città a delinquere"

Si chiama "Mestre sicura" ed è l'operazione con cui questura, prefettura, Comune e Città metropolitana, nelle ultime settimane, hanno cercato di mettere un freno deciso alla microcriminalità sulla terraferma veneziana. Concentrandosi soprattutto sulle aree più calde, come il quartiere Piave e il parco Albanese. I risultati non sono mancati, con decine di stranieri bloccati per cui sono state decretate misure di allontanamento dal territorio. Fondamentale anche il contributo del reparto prevenzione crimine e del reparto mobile di Padova, che ha visto l'impiego di circa 100 uomini. In più c'è stata la collaborazione dei Lagunari e della polizia locale.

Arresti ed espulsioni

Sono 6 le persone arrestate nel corso delle operazioni: un romeno di 33 anni per furto con strappo, due tunisini 32enni (in due occasioni separate) per produzione e traffico di droga, un altro tunisino di 46 anni per resistenza a pubblico ufficiale, un serbo di 45 anni per evasione. Eseguiti 15 provvedimenti di espulsione con accompagnamento al centro di permanenza per il rimpatrio: 10 tunisini e 3 marocchini sono stati portati a Torino, un tunisino a Brindisi, un altro a Caltanissetta. Ulteriori 4 persone sono state rimpatriate alla frontiera o all'estero: un peruviano, due moldavi e un albanese. Si tratta quindi di 19 persone ritenute pericolose che non gravitano più in città. Inoltre sono state emesse dal questore 39 intimazioni a lasciare il territorio nazionale entro 7 giorni.

Misure di prevenzione e droga

Nel corso dei controlli le forze dell'ordine hanno sequestrato 1,6 chili di droga, per la maggior parte cannabinoidi. Nei confronti di altri personaggi sospetti sono state adottate diverse misure di prevenzione, tra cui fogli di via, sorveglianze speciali e daspo. I fogli di via sono 4, con divieto di ritorno nel comune di Venezia per tre anni, nei confronti di nigeriani "frequentatori assidui di piazze di spaccio e di pusher". Un altro a carico di una borseggiatrice seriale bulgara, gravata da numerose segnalazioni per furti con destrezza. A fine settembre, poi, il Tribunale di Venezia ha accolto la proposta di applicazione della sorveglianza speciale a un cittadino residente a Zelarino con numerosi precedenti per furti anche in altre città (tra cui Lecco, Mantova, Milano, Udine, Cividale del Friuli, Padova, Camposampiero, Vigonza e Rovereto). E' stato comminato nello stesso mese anche il "Daspo urbano" a un frequentatore assiduo della stazione ferroviaria di Mestre. Si tratta di un pluripregiudicato di nazionalità romena che nello scalo non ci andava per prendere il treno bensì per elemosinare o fare il portabagagli abusivo: "Questa è una novità del decreto Sicurezza - ha spiegato il sindaco Luigi Brugnaro - stiamo studiando bene la norma, per non incorrere in errori e capire quando poterla applicare".

"Cambiate città, vi ho avvertito"

I risultati delle operazioni sono stati presentati in conferenza stampa giovedì mattina."Abbiamo chiesto e ottenuto risorse al capo della polizia, prefetto Franco Gabrielli, per poter operare in questo periodo e trasmettere un doveroso senso di sicurezza alla popolazione, in particolare per quanto riguarda il quartiere Piave e la stazione - ha dichiarato il questore Danilo Gagliardi - In meno di 30 giorni si sono registrate 58 espulsioni. Noi non ci fermiamo, continueremo a mettere tutte le energie per far sentire i cittadini più sicuri". Il titolare di Ca' Farsetti ha espresso gratitudine al ministro dell'Interno Marco Minniti: "Attraverso di lui abbiamo avuto contatto con il capo della polizia, che ci ha voluto aiutare. Tra le nostre richieste c'erano dei posti agli ex Cie, che sono solo 3 in Italia e sono strapieni. Possiamo contare su dei canali preferenziali, ora siamo in grado di fare delle operazioni chirurgiche andando a prendere chi riteniamo socialmente pericoloso. In questo senso stiamo portando a termine operazioni pesanti su Mestre, chi arriva con brutte intenzioni è avvisato. Ve lo dico, se volete venire qui per spacciare o per far soldi sfruttando la prostituzione meglio che cambiate città. Sta cambiando l'andazzo che andava avanti da 20 anni. Poi non dite che vi avevo avvisato". Il titolare di Ca' Farsetti ha ricordato anche la proposta di legge che giace per ora in Parlamento a firma dell'onorevole Andrea Causin, che poche settimane fa ha visitato le zone calde della terraferma con i colleghi della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle periferie: "Chiediamo che vengano dati poteri penali al giudice di pace, in modo che il Comune abbia la facoltà di trattenere in camera di sicurezza fino a 10 giorni chi si comporta male. In questo modo non ingolferemmo la macchina della giustizia".

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