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Via le siepi, sì ai prati: via Carducci rinasce allontanando il degrado

Iniziate le opere di sistemazione degli spazi pubblici della zona mestrina. Obiettivo mettere i bastoni tra le ruote a sbandati e spacciatori

Via le siepi per far spazio alla legalità. Mercoledì mattina sono iniziati i primi interventi strutturali per contrastare il degrado nella zona di via Carducci, a due passi dal centro di Mestre. La riorganizzazione degli spazi comuni è stata concordata con il comitato di residenti che si sta battendo in questi mesi per far tornare la zona nei crismi della civiltà.

In questa prima fase siepi e arbusti diventate col tempo ricettacolo di ogni genere di rifiuti saranno espiantate e trasportate in altri parchi. Le piante, infatti, costituivano un facile nascondiglio per sbandati e malintenzionati, aiutando quindi anche chi si dedica allo spaccio: "Saranno rimosse anche alcune sedute in legno malandate e utilizzate sempre dagli stessi individui - dichiara l'assessore all'Ambiente Gianfranco Bettin - saranno spostate anche alcune fioriere, a loto volta trasformate in piccole discariche". Insomma, interventi a tutto tondo. Che coinvolgeranno anche alcuni cassonetti divenuti una sorta di bagno a cielo aperto. Al posto delle siepi, continua Bettin, ci saranno i prati. In modo che tutto sia visibile agli occhi di chi deve vigilare.

"Ovviamente, serve anche altro - dichiara l'assessore - nuove norme generali contro il degrado urbano e l’inciviltà, politiche che contrastino la povertà, che riduce sulla strada troppe persone, risorse per i Comuni che intendono tutelare la comunità e i più deboli. Servono anche, su scala locale, interventi che uniscano operatori sociali e ambientali e azione di contrasto attivo, anche colpendo chi sfrutta queste situazioni. Ancora, oltre a colpire i racket dell’accattonaggio e dello spaccio, bisogna imporre ai gestori di esercizi pubblici come i supermercati presenti in via Carducci, una delle principali cause della concentrazione dei suddetti soggetti, di non vendere alcolici a persone già in stato di ubriachezza e di badare maggiormente alla sicurezza dell’area circostante, pena sanzioni che dovrebbero arrivare alla chiusura almeno temporanea dell’esercizio come si fa come altri locali pubblici quando diventano ingestibili a cause delle frequentazioni".

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