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Blitz dei carabinieri, sigilli ad una casa a luci rosse nel quartiere Piave: 37enne in manette

L'operazione è stata portata a termine nella serata di martedì, a seguito delle numerose segnalazioni pervenute al 112 dai residenti. A gestire la casa una cinese senza fissa dimora

Continua la lotta dei carabinieri di Mestre contro lo sfruttamento della prostituzione. Nella serata di martedì, infatti, i militari del Nucleo operativo e radiomobile hanno messo i sigilli a una casa a luci rosse nel quartiere Piave. Un blitz, quello degli uomini in divisa, messo a punto in un appartamento anonimo, poco distante dalla stazione dei treni, dopo le numerose segnalazioni pervenute dai residenti. In una delle strade laterali di via Piave.

I militari sono riusciti a rintracciare sul web l'annuncio relativo alla casa d'appuntamenti, ampiamente pubblicizzata online. Dopo una serie di indagini incrociate e l'analisi dei tabulati telefonici, gli inquirenti hanno verificato come il numero telefonico presente negli annunci si riferiva ad una sola persona, D.L., 37enne cinese in Italia senza fissa dimora. Era proprio la donna a detenere l'intero monopolio all'interno dell'abitazione: curava i rapporti con i clienti e il tariffario delle prestazioni (che poteva cambiare in base alla clientela e ai servizi offerti), gestendo l’attività di meretricio svolta da altre tre sue connazionali risultate irregolari sul territorio nazionale.

I militari si sono presentati quindi nella casa in abiti borghesi, per avere un facile accesso ai locali. Una volta dentro, hanno individuato subito la 37enne, arrestandola per il reato di favoreggiamento, induzione e sfruttamento della prostituzione. A seguito della perquisizione, i carabinieri hanno anche sequestrato un'ingente somma di denaro. La maitresse è stata condotta nella casa circondariale della Giudecca, in attesa della convalida dell'arresto da parte del gip. Requisito anche tutto l'armamentario necessario a gestire un'attività del genere. Non ci fossero state tutte le prove raccolte nei giorni precedenti, anche attraverso appostamenti e l'identificazione di alcuni clienti, sarebbe bastato quanto hanno visto i carabinieri una volta entrati nell'abitazione: una delle prostitute era in piena "azione" con un cliente. Ora le indagini proseguono per capire chi fosse l'effettivo affittuario dell'alloggio. Ma c'è un elemento in più: la 37enne arrestata annotava con certosina precisione nomi, prestazioni e pagamenti in un'agenda che ora potrebbe far "tremare" molte persone del territorio mestrino. La 37enne dovrà rispondere anche di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

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