Giovedì, 13 Maggio 2021
Mestre Zelarino / Via Gaggian

Pusher "a pedali" in via del Gaggian, due finiscono in manette

Gli spacciatori avevano la loro "base operativa" nella palazzina abbandonata che già in passato aveva offerto rifugio a sbandati e criminali

Ancora arresti nella palazzina abbandonata di via Del Gaggian, che pare essersi trasformata in una specie di carta moschicida che attira i delinquenti in attesa del prossimo blitz delle forze dell'ordine. Questa volta in manette sono finiti due stranieri, un 27enne del Ghana e un suo coetaneo del Togo. I carabinieri sono entrati in azione venerdì sera, a conclusione di una lunga indagine in tutto il territorio mestrino.

SU DUE RUOTE – Da tempo i militari tenevano infatti sotto controllo i flussi clandestini di stupefacente che sembravano originarsi attorno a via Castellana e ai parchi vicini, finendo per condurre ancora una volta alla struttura ex Caritas di Via del Gaggian. Originale la modalità di spaccio: i due pusher si muovevano velocemente a bordo di biciclette, superando così ogni impedimento di viabilità ed arredi cittadini e – nelle intenzioni - eludendo sia l’opera di vigilanza e controllo delle forze di polizia. I carabinieri a seguito di attenta opera di ricognizione sul territorio, hanno individuato la cellula di spaccio, anche grazie alla sorveglianza di alcuni giovanissimi tossicodipendenti, visti mentre tentavano a più riprese l’approccio con la coppia in bici, che subito dopo si allontanava passando alternativamente dalla carreggiata, alla pista ciclabile e ai passaggi pedonali, rendendo arduo seguirne le mosse.

IN MANETTE - Nella serata di venerdì è dunque scattato il controllo dei due: i militari si sono posti in posizione strategica, allo sbocco di un passaggio obbligato per i due “ciclisti”, e una volta fermati dai carabinieri i due spacciatori sono stati perquisiti, trovando loro addosso più di due etti di marijuana. I due sono stati condotti in caserma e, espletati gli opportuni accertamenti, dichiarati in stato di arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, con successiva traduzione in carcere, a disposizione dell’autorità giudiziaria per il giudizio per direttissima, svoltosi sabato mattina con la condanna dei due rispettivamente a 10 e 8 mesi di reclusione.

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