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Firmava in commissariato e poi si dava allo spaccio, 27enne in manette

A.A., residente a Mira, dal dicembre scorso era stato scarcerato e sottoposto a obbligo di firma. Gli agenti di Mestre però, seguendolo, hanno scoperto che non aveva smesso di vendere droga

Da dicembre scorso era uscito dal carcere, dopo essere stato arrestato per spaccio di droga. Nei confronti di A.A., 27enne di origine magrebina residente a Mira, infatti, era stata disposta una forma di misura cautelare "più leggera", con l'obbligo di firma.

 

Il giovane, però, evidentemente non ha colto ciò come una possibilità di redimersi, ma bensì come un modo per riprendere la sua attività illegale di spaccio: ogni giorno, infatti, verso le 17, si presentava puntuale al commissariato di Mestre per firmare, dopodiché usciva, salutava le forze dell'ordine e incontrava i suoi "clienti". Naturalmente gli inquirenti lo continuavano a tenere d'occhio, finché il gip Alberto Scaramuzza non ha firmato una nuova ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti, secondo cui "l'unica misura idonea" a impedire che il giovane commetta reati sarebbe il carcere.

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