Venerdì, 18 Giugno 2021
Mestre Mestre Centro / Via Silvio Trentin

Un muro contro la decisione di appaltare la gestione del nido Millecolori. Il videomessaggio dell'assessore

Insegnanti e sindacati: «Cercano i responsabili degli striscioni, siamo tutti noi». Convocate 2 assemblee del personale scolastico ed ausiliario il 14 e 15 giugno. Il Comune: «Tutto resta in mano pubblica»

Gli slogan apparsi per dire «No» all'avvio della sperimentazione al nido Millecolori con esternalizzazione dei servizi

Si è alzato un muro contro la decisione del Comune di Venezia di avviare una sperimentazione all'asilo nido Millecolori, di via Silvio Trentin a Mestre, con l'esternalizzazione della gestione dei servizi, il prolungamento dell'orario e l'ampiamento dell'offerta didattica. La supervisione resterebbe in capo all'amministrazione, in modo da garantire la qualità. Tutto questo a partire dall'anno scolastico 2021-22. Previsto anche un trasferimento dell'attuale personale di Ames (circa 15 persone), la partecipata dei servizi, che andrebbe impiegato nelle realtà limitrofe. Contro questa decisione si è sollevato un coro di «No», due giorni fa, da parte delle organizzazioni sindacali, del Partito Democratico veneziano, e dei consiglieri di Municipalità Antonino Marra e Luciano Zennaro del gruppo consiliare Venezia Verde Progressista. Più tardi sono apparsi striscioni in varie scuole della terraferma con lo slogan: «Io sono Millecolori», a sostegno dei contrari.

«La Rsu del Comune di Venezia e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Diccap e Uil riguardo alla delibera della giunta che ha previsto una gara per l'affidamento della missione educativa ad un’azienda privata condivideranno un percorso di azioni di lotta con le insegnanti e tutti i lavoratori del Comune che vorranno difendere i valori del lavoro pubblico», scrivono le organizzazioni sindacali. «Ci opporremo a chi intende trarre profitto dai bisogni educativi dei bambini della nostra città. Ogni appalto di lavoro sottratto alla diretta gestione dell’azienda o dell’Ente degrada le condizioni contrattuali e rende incerta e precaria la prestazione lavorativa - proseguono - Respingiamo le intimidazioni padronali che in queste ore si stanno verificando attraverso indagini interne per individuare i responsabili delle affissioni di striscioni in difesa della gestione pubblica del nido Millecolori. Si tratta - dicono -  dei dipendenti, tutti, che difendono il valore dei pubblici servizi per la città. La scuola deve restare pubblica, perché solo così si assicura equità, parità di opportunità, cura dei più fragili».

Anche prima dell'amministrazione Brugnaro, spiegano insegnanti e rappresentanti sindacali, è stato dimostrato che è possibile innovare la proposta educativa ed estenderla, sottoponendosi alla valutazione di genitori e bambini. Una parte del salario del personale scolastico è stato sottoposto al giudizio dell’utenza, quindi tutt’altro che garantito e scontato. «Abbiamo chiesto martedì un incontro con l’assessore Besio. Nella scuola pubblica c'è già personale dipendente del Comune, pertanto non c'è alcuna motivazione legata al servizio educativo per giustificare la scelta di privatizzare», continuano. «Nei prossimi giorni - concludono - metteremo in campo un’azione capillare di informazione ai genitori e convocheremo due assemblee del personale scolastico ed ausiliario aperte alla cittadinanza il 14 e il 15 giugno alle 17.30. Le terremo all’aperto per fare in modo che siano rispettate le norme per il distanziamento ma le persone possano parlarsi guardandosi negli occhi per condividere una reazione chiara e decisa sulle scelte della giunta».Il videomessaggio

L'assessore comunale alle Politiiche educative Laura Besio è intervenuta con questo videomessaggio: 

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«Va chiarito - ha aggiunto - che il termine "privatizzazione" è scorretto perché mette solo paura, mentre non c'è alcuna dietrologia né disappunto nei confronti del nostro personale che ha portato avanti un servizio di eccellenza. Il Comune resta titolare della struttura e le famiglie continueranno ad avere come punto di riferimento il Comune. Non c'è alcuna intenzione di privatizzare né questo nido, né in altri, come si sente dire con informazioni non corrette che circolano. Non si abbasserà la qualità del servizio - continua Besio - perché io credo nella professionalità del pubblico e del privato. Valuteremo le qualificazioni del personale. Abbiamo aperto la manifestazione d'interesse pubblico. Tengo a sottolineare che le nostre maestre non perdono il posto di lavoro: è garantita la continuità contrattuale e territoriale. Sarà insomma un supporto di qualità. Partiamo in maniera sperimentale per un anno e trarremo le valutazioni fin dai primi mesi. Ho avuto un incontro con i genitori del nido attuale venerdì, 21 famiglie. Ho spiegato loro questi argomenti. Lunedì incontreremo le maestre. Con i genitori ci siamo lasciati con dei toni costruttivi e con un dialogo aperto. Con le organizzazioni sindacali ci vedremo martedì».

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