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Sente rumori dalla porta e chiama la polizia. Ladri bloccati sul posto

La signora, residente in via Mestrina a Mestre, nella mattinata di mercoledì ha visto una tessera penetrare fra l'uscio e lo stipite. Colti in flagrante dagli agenti

Il campanello che suona, seguito da strani rumori provenienti dalla porta: poi la preoccupazione che sale, in quei lunghi minuti passati al telefono con l'operatore del 113 in attesa dell'intervento di una volante. Alla fine tutto si risolve per il meglio, grazie all'arrivo delle forze dell'ordine e al sangue freddo della proprietaria di casa, una signora residente in un condominio di via Mestrina a Mestre.

Sono le 11.45 di mercoledì, quando la donna sente suonare il campanello di casa per tre volte. Ma, non aspettando nessuno, esita ad aprire. Passano un paio di minuti, poi l'angosciante sospetto si rivela realtà: da una porzione di vetro della porta intravede distintamente due persone vestite di scuro, intente ad armeggiare con la serratura. Una delle due infila una tessera plastificata tra la porta e lo stipite, cercando di far scattare lo scrocco del vecchio uscio in legno, non blindato.

A quel punto la signora lancia un urlo, precipitandosi al telefono per chiamare i soccorsi: alla polizia spiega di aver visto i malviventi allontanarsi verso i piani superiori. Immediato l'intervento di due volanti sul posto: gli agenti bloccano l'ascensore per evitare eventuali tentativi di fuga, poi salgono i gradini fino al nono e ultimo piano, dove finalmente trovano i ladri. Sono ancora sul vano scale, vestiti di scuro come descritto dalla signora.

Si tratta di due 33 enni, uno veneziano e uno di Dolo: addosso hanno delle tessere plastificate rovinate, prova evidente del loro maldestro tentativo di scasso. Come se non bastasse, alla richiesta di spiegazioni in merito alla loro presenza sul posto, si contraddicono. Si scopre poi che la madre di uno dei due abita proprio in quel condominio, motivo per cui erano a conoscenza dell'unica porta vecchio modello, non blindata, sulla quale avevano deciso di agire. I due vengono quindi arrestati per tentato furto in concorso, poi condotti ai domiciliari in attesa della convalida e del processo per direttissima.

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