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Pensano sia un ladro e lo pestano: "Volevano sequestrarlo in furgone"

La vicenda sabato davanti a diversi testimoni tra le attività circostanti l'Auchan di Mestre: "Calci e pugni, poi volevano caricarlo su un furgone"

Prima lo rincorrono all'esterno perché l'antitaccheggio inizia a suonare, poi lo pestano, infine tentano di caricarlo su un furgone per portarlo chissà dove. Forse ancora nel negozio, forse da qualche altra parte. Tentato sequestro? Pestaggio? Punizione? Difficile classificare questa vicenda. Di certo ciò che è avvenuto sabato mattina verso le 11 nell'area del centro commerciale Aev Terraglio ha dell'incredibile. Tra quel dedalo di parcheggi e di strade delle attività che circondano il tempio dello shopping mestrino.

"Non l'avessi visto con i miei occhi non ci crederei - racconta E.V., 23 anni, dipendente di un esercizio della zona - dalla finestra ho scorto un ragazzino che avrà avuto sui quindici anni rincorso da un uomo. Il fuggitivo poi è stato bloccato". A quel punto, secondo il racconto della giovane, partono i colpi proibiti: "Un calcio allo stomaco immediato e un pugno - ricorda - subito dopo è intervenuta una seconda persona, che dal parcheggio ha trascinato il ragazzo verso la strada".

Ora alla finestra dell'esercizio non c'è solo la giovane, ma altri colleghi attirati dal trambusto: "Lì i due hanno preso il giovane uno per le gambe, l'altro per le braccia - afferma E.V. - lui si dimenava senza più toccare terra, ma non poteva divincolarsi. In pochi istanti è arrivato un furgone bianco sporco vecchio modello con a bordo tre persone. Una al volante, una sul sedile passeggero e l'altra all'interno del cassone. E' stato la terza ad aprire la porta scorrevole laterale per caricare il ragazzo a bordo. Alcuni automobilisti hanno visto di certo, perché il veicolo ha inchiodato davanti a loro".

Un inseguimento a piedi che dunque si stava concludendo nel peggiore dei modi possibili. "Non potevamo non intervenire - continua E.V. - tre miei colleghi avevano già raggiunto la strada urlando che così non ci si comporta e di lasciare stare il ragazzo, attirando l'attenzione anche di altra gente. Quelli del furgone non hanno potuto far altro che mollare la presa". L'adolescente (dimostrava non più di quindici anni a chi l'ha soccorso), italiano, viene "scortato" in un esercizio, dove si chiude nel bagno. E' terrorizzato.

"L'abbiamo rincuorato. Era dolorante ma non voleva assolutamente chiamassimo la polizia - dichiara la dipendente - ci ha raccontato che la barriera antitaccheggio era suonata e aveva iniziato a scappare con un amico. Ma che, almeno lui, non aveva rubato nulla". Il compare era invece riuscito a seminare gli inseguitori facendo perdere le proprie tracce tra la folla e le auto: "Continuavano a cercarlo - dichiara la testimone - quel furgone ha effettuato almeno tre giri dei parcheggi. Ed era stata caricata altra gente a bordo. Volevano trovare il secondo".

Passa un quarto d'ora e l'amico invece raggiunge l'aggredito, precedentemente contattato al cellulare sempre dal bagno dell'esercizio. Dopo qualche comprensibile indecisione, la coppia opta per l'ennesima fuga a piedi. Di corsa. "Hanno continuato a dire che non serviva chiamare le forze dell'ordine - conclude la donna - Hanno insistito molto. Almeno tre persone hanno assistito alla scena. Io non avevo mai visto nulla del genere". E' probabile che anche le telecamere di sicurezza della zona abbiano immortalato almeno qualche fase dell'aggressione, che non ha mai comunque coinvolto negozi o personale dell'Auchan.

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