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Tiziana Basso è la nuova segretaria della Cgil del Veneto a Mestre

Eletta ieri con il 96,5% dei voti. «Il nostro primo impegno è la tutela dei salari e dei posti di lavoro». Il saluto di Christian Ferrari che va al nazionale e l'intervento di Landini: «I 5 miliardi del Def sono assolutamente insufficienti»

Dopo Christian Ferrari, entrato a far parte della segreteria Cgil nazionale, l’assemblea generale della Cgil del Veneto ha eletto ieri Tiziana Basso nuova segretaria regionale con il 96,5% dei voti. 

Tiziana Basso è una sindacalista di grande esperienza, attuale componente della segreteria confederale regionale, dove negli ultimi anni ha seguito le politiche contrattuali e industriali del settore privato, le crisi aziendali, la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, la bilateralità, le politiche di genere. In precedenza, ha avuto ruoli di responsabilità nelle categorie del commercio (Filcams), e del tessile-chimica, (Filctem). Nella sua relazione ieri ha toccato tutti i temi più caldi dell'agenda economica e sociale del nostro territorio: dalla sanità alla scuola, dalla precarietà dell'occupazione (che colpisce soprattutto le donne e i giovani), al tessuto produttivo che, dopo la crisi determinata dal Covid, rischia di subire un ulteriore, durissimo colpo dalla crisi geopolitica in corso.

«Il nostro primo impegno - ha dichiarato Tiziana Basso - è la tutela dei salari e dei posti di lavoro, che l'inflazione già in atto e una nuova potenziale crisi economica mettono pesantemente in pericolo. Ci batteremo, contemporaneamente, per ricostruire un welfare (a partire dalla sanità e dalla scuola) all'altezza delle esigenze dei cittadini, soprattutto dei più fragili. E chiederemo alla Regione Veneto e alle associazioni datoriali di fare fino in fondo la loro parte, nella consapevolezza che l'impoverimento di fasce sempre più larghe di lavoratori e pensionati, oltre ad essere ingiusta e per noi inaccettabile, danneggerebbe tutta la nostra economia - ha esordito - Il nostro obbiettivo è la costruzione di una società in cui le lavoratrici e i lavoratori tornino protagonisti della vita democratica e motori della trasformazione sociale. Vogliamo cambiare un modello di sviluppo che sta sacrificando, sull'altare del profitto, i diritti e la dignità delle persone. Lo faremo con la lotta, con il conflitto, con il confronto, con la contrattazione, usando tutti gli strumenti che sono nelle nostre corde. Innanzitutto, faremo sentire forte la nostra voce a favore della pace e della convivenza tra i popoli, perché la guerra nega nella maniera più brutale tutti i valori in cui crediamo».

L'assemblea è stata aperta dal saluto di Christian Ferrari, che lascia la guida della Cgil Veneto dopo essere stato eletto nella segreteria della Cgil nazionale. Concludendo l'assemblea, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha ribadito il rischio che la situazione del nostro Paese porti a una vera e propria rottura sociale, cosa che,«quanto previsto nel Documento dieconomia e finanza approvato dal governo non è in grado di evitare. I 5 miliardi stabiliti dal Def sono assolutamente insufficienti - ha sostenuto Landini - serve uno scostamento di bilancio che sostenga lavoratori e pensionati salvaguardandone il potere d'acquisto, e protegga il tessuto produttivo, evitando i fermi delle aziende. Anche nella contrattazione con le controparti serve porsi lo stesso obbiettivo: tutelare i redditi delle persone che per vivere hanno bisogno di lavorare».

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