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Anagrafe in via Palazzo lunedì, assemblea sindacale vietata. Il Comune: «Bastava spostarla»

Tutti gli uffici spostati in unico polo in centro. Sindacati: «Serve un piano assunzioni». L'amministrazione «Le sigle hanno appena firmato un premio da 60 mila euro»

Quasi conclusi i trasferimenti degli uffici comunali in centro a Mestre, in via Palazzo e in via Spalti, in modo da costituire un unico polo nel centro cittadino, come Ca' Farsetti aveva anticipato. Traslocati gli uffici demografici, il protocollo, l’ufficio Idoneità Alloggi, la Casa comunale e l’ufficio relazioni con il pubblico. Lunedì sarà il turno dell'Anagrafe, prima operante in via Cappuccina. Un servizio che, assieme allo Stato Civile, è stato al centro di polemiche per le lunghe code agli sportelli e, sul versante sindacale, per le carenze denunciate dal personale. 

Assemblea

Lunedì le sigle sindacali Cgil, Cobas, Csa, Diccap e Uil, hanno indetto assemblea del personale delle Anagrafi, Stato Civile e Urp per discutere dei problemi del settore. Un'assemblea, come i sindacati precisano, organizzata fuori dall'orario di lavoro, allo scopo di ridurre al minimo i disagi all'utenza. Ma l'assemblea sindacale è stata vietata, spiegano: «Una cosa gravissima, l'avevamo chiesta giorni pima».

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Il differimento

Rsu e sigle fanno sapere che la giunta ha comunicato il differimento dell’assemblea, non solo per i lavoratori della nuova sede, ma per tutto il personale del servizio Anagrafe e dello Stato Civile, incluso quello di Venezia. Sembra che, scrivono Cgil, Cobas, Csa, Diccap e Uil, «i diritti sindacali possano essere sospesi per le cerimonie inaugurali decise dal sindaco Brugnaro che - continuano - evidentemente si aspetta di essere accolto con gli applausi del personale che estasiato dovrebbe celebrare l’apertura dei nuovi spazi».

Gli stessi operatori che, spiegano le sigle «devono essere dileggiati e bastonati perché non possono attardarsi al timbratore, secondo le recenti modifiche al codice di comportamento, ma possono fermarsi per partecipare ai brindisi da campagna elettorale».

Nuovi spazi

«Non possiamo che vedere di buon grado spazi più funzionali e che rispettano la normativa sulla sicurezza e la salute dei lavoratori - scrivono Rsu e organizzazioni sindacali - ma sono queste scelte più obbligate che risolutive. Ci ricordiamo tutti le code e la condizione degli spazi di via Cappuccina, dove non vi era spesso la possibilità per i dipendenti di lavorare in serenità, né agli sportelli, né nelle attività di back office. Siamo convinti che le soluzioni prospettate, cioè la selezione interna di personale e la prenotazione delle pratiche, non risolvano gli altri problemi. Le gravi carenze richiedono immediate assunzioni e il rafforzamento di formazione, condizioni di lavoro umane, e presa in carico di responsabilità da parte dei vertici, oltre che un vero investimento sulle professionalità con chiari processi di valorizzazione».

Diritti sindacali

«Valuteremo in altre sedi - concludono - come difendere le nostre prerogative dall’ennesimo comportamento antisindacale di questa amministrazione e terremo una conferenza stampa lunedì alle 12 al Municipio di via Palazzo, per denunciare i problemi e ribadire che i lavoratori del Comune non sono proprietà di questa giunta, né strumento della campagna elettorale del sindaco».

Il Comune

L'amministrazione ha il dovere di rispettare le regole - scrive il Comune -. Ma non siamo gli unici a doverlo fare. Se la Cgil convoca venerdì una assemblea per lunedì mattina, sa benissimo di non rispettare le norme di legge e i contratti, che richiedono tempi più lunghi. Però se lo facciamo notare, siamo noi i "cattivi" e diventiamo addirittura degli “oppressori”. Se applichiamo il contratto quadro del 2017, chiedendo il differimento (ovvero lo spostamento) dell'assemblea di lunedì prossimo, ecco che si levano gli scudi, si preparano comunicati stampa per esaltare le virtù eroiche di chi si ritiene sempre e comunque al di sopra della legge, e si chiamano a raccolta i giornalisti per conquistare un trafiletto che confermi di esistere. Le sigle sindacali non hanno detto ai cittadini è che - continua Ca' Farsetti - se non fossimo intervenuti ben 48 cittadini avrebbero perso l'appuntamento, fissato da tempo, magari prendendo permesso dal proprio posto di lavoro, per ottenere la carta di identità digitale. Tre giorni fa le sigle sindacali hanno firmato un “progetto speciale” per i dipendenti degli sportelli al cittadino del valore di 60.000 euro, per riconoscere loro un premio accessorio. 

Agatha Christie

Ad ora non ci hanno ancora comunicato la data della nuova assemblea, che poteva già essere martedì o semplicemente posticipata di qualche ora. Lunedì inauguriamo a Mestre centro una nuova anagrafe, al passo con i tempi, moderna, facilmente accessibile, anche on-line per chi preferisse operare da casa, tecnologicamente avanzata. Diceva Agatha Christie: “Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”. Qui ne abbiamo almeno quattro e penso basti alla giuria popolare per stabilire che qualcuno fa dichiaratamente politica».

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