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Venerdì arriva l'ordinanza, dalla prossima settimana stop alle preghiere nella "moschea"

Il 7 aprile ultimo giorno dedicato al culto nel centro islamico di via Fogazzaro a Mestre. La comunità bengalese è alla ricerca di soluzioni alternative. A giorni incontro con il Comune

Era stata ampiamente annunciata, ora c'è la data dell'ordinanza: venerdì 7 aprile sarà notificato ai responsabili della "moschea" di via Fogazzaro il documento in cui si intima di cessare l'attività religiosa all'interno della sede del centro islamico. Niente più preghiere, dunque, salvo quelle che andranno in scena il venerdì stesso. Le ultime. Il punto di domanda si sposta alla prossima settimana. Dove pregherà la comunità bengalese? La risposta gli islamici stessi sperano arrivi da un incontro previsto per mercoledì prossimo con comandante della polizia municipale, Marco Agostini, esponenti di Ca' Farsetti e (forse) della Regione. "Chiediamo un'alternativa finché non troviamo un altro spazio da acquistare con i nostri soldi - dichiara il presidente della Comunità bengalese, Mohamed Ali - noi non vogliamo che si finisca a pregare per strada. Siamo una realtà molto numerosa e vogliamo rispettare le norme".

IL PRESIDENTE DELLA COMUNITA' BENGALESE: "SOLUZIONI COL COMUNE"

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L'ordinanza è stata firmata mercoledì mattina, durante la riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza in prefettura. Si chiude così la storia della "moschea" di via Fogazzaro, diventata punto di riferimento soprattutto della comunità bengalese e, nel tempo, luogo di preghiera a dispetto della sua destinazione d'uso. Si tratta di locali "direzionali", dove ora trovano spazio invece imam e sermoni. Alla notifica dell'atto ci saranno 3 giorni di tempo per metterci una pezza (di fatto una soluzione impossibile), dopodiché, da lunedì, le attività di culto saranno vietate. Altri generi di attività, secondo il portavoce Kamrul Syed, potrebbero invece continuare. Come l'insegnamento ai bambini dell'italiano.

Dopodiché si aprirà un altro problema: dove andranno i membri della comunità bengalese? Syed ha dichiarato che c'è il rischio "che senza un punto di riferimento si creino ghettizzazioni senza controllo. Noi non lo vogliamo". Il possibile scenario è che alcuni esponenti della comunità possano decidere di pregare nelle aree verdi, come già successo in altre città italiane. Possibilità che il Comune intende evitare, lavorando per trovare alternative: "Con l'incontro di oggi (giovedì, ndr) - spiega il comandante della polizia locale, Marco Agostini - abbiamo spiegato il senso del provvedimento. Ci hanno posto alcune problematiche e ci rivedremo mercoledì prossimo. Loro sono inclini ad acquistare uno spazio alternativo, hanno alcune idee interessanti".

La comunità avrebbe già messo gli occhi su alcuni possibili spazi nell'area di via Ca' Marcello o di via Torino a Mestre. Luoghi in cui preghiere alle 5 del mattino (una delle lamentele principali dei residenti di via Fogazzaro) non diano fastidio. Una volta che sarà stato individuato l'ambiente giusto, però, resterà da risolvere la questione del cambio d'uso: in quella zona sono soprattutto spazi commerciali. Passeranno con ogni probabilità mesi prima di riuscire a metterci piede: "Nel frattempo chiediamo al Comune che trovi una soluzione transitoria - conclude Mohamed Ali - abbiamo il diritto di pregare e stiamo cercando di non dare fastidio a nessuno".

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