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"Non voglio chiudere per colpa del degrado": prefetto e questore incontrano Caiazzo

Il faccia a faccia a La Tana di Oberix di viale Stazione a Mestre. Il titolare di Ca' Corner, Carlo Boffi: "Aiuteremo questo cittadino". In cantiere ulteriori servizi e sopralluoghi mirati

Pasquale Caiazzo, titolare de "La Tana di Oberix"

Un confronto a tu per tu, per raccogliere la richiesta d'aiuto di un cittadino e rendersi conto della situazione di difficoltà in cui versa. Dopo la lettera rivolta al prefetto Carlo Boffi da parte di Pasquale Caiazzo, gestore del ristorante La Tana di Oberix, il titolare di Ca' Corner e il questore Danilo Gagliardi nella tarda mattinata di martedì hanno fatto visita al ristoratore per dimostrargli la vicinanza delle istituzioni. Il locale si trova all'angolo tra viale Stazione e via Monte San Michele a Mestre, proprio nel punto principale di ritrovo della comunità nigeriana. In quel tratto di strada insistono problemi di spaccio, di alcol e schiamazzi. Non certo uno scenario ideale per portare avanti un'attività economica. Nella lettera, però, Caiazzo ha dichiarato di "voler resistere" e di "non voler essere costretto a cedere l'attività lasciando spazio all'ennesimo negozio etnico".

In cantiere controlli specifici 

"Abbiamo ascoltato le difficoltà di questo cittadino - spiega il prefetto, Carlo Boffi - è stato un confronto molto civile. Il ristoratore è ben consapevole degli sforzi delle forze dell'ordine". La collocazione del ristorante, però, lo pone in prima linea rispetto a uno scenario di degrado lamentato a più riprese negli ultimi anni: "Ci rendiamo conto delle sue difficoltà - conclude il titolare di Ca' Corner - e cercheremo di dargli il nostro apporto". E' stato lo stesso Caiazzo a sottolineare che carabinieri, polizia locale, guardia di finanza e polizia pattugliano la zona, e con ogni probabilità saranno organizzati ulteriori servizi specifici per indurre chi rende quella zona "mal frequentata" a cambiare registro. Su come e quando le forze dell'ordine naturalmente mantengono stretto riserbo. 

"Per ora non basta"

"Sono consapevole che non è una visita che tutti ricevono - ha commentato Caiazzo - Ne sono contento. Ma la mia è la disperazione di tutti i residenti sulla strada. Io comprendo gli sforzi di tutti, ma sono le leggi che non funzionano. E lo sappiamo bene. Hanno posizionato delle nuove telecamere in via Monte San Michele e in via Monte San Gabriele, ora speriamo nei risultati". Nella speranza che fare il ristoratore a due passi dalla stazione di Mestre diventi un'attività "normale" e non un avamposto contro il degrado: "Mi rendo conto che non sono solo - aveva scritto Pasquale Caiazzo nella lettera - perché vedo quotidianamente che le forze dell’ordine sono presenti e fanno il possibile per garantire la sicurezza della mia famiglia, della mia attività e anche dei residenti della zona con i loro costanti pattugliamenti e le loro costanti richieste di informazioni sullo stato delle cose. E per la loro presenza li ringrazio e continuerò a ringraziarli sempre. Ma questo, purtroppo, per ora non basta".

Il comitato CMP

"Come comitato CMP - commenta il portavoce del comitato, Luigi Corò - chiediamo al sindaco di non permettere la chiusura della trattoria, in quanto avamposto di legalità.  Ovvero riconoscendo lo stato di disagio e come per il passato di procedere a ridurne la tassazione locale, come pure garantendo passaggi diurni e notturni della polizia locale".

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