Comune come il Porto: ricorso al Tar contro il vincolo del Mibac sui canali

Ca' Farsetti si oppone ai provvedimenti del ministero che istituiscono l’interesse culturale su Canal Grande, Bacino e canale di San Marco e canale della Giudecca

Foto: canale della Giudecca, archivio

La giunta comunale ha approvato il ricorso al Tar contro i tre provvedimenti del ministero per i Beni e le attività culturali che istituiscono l’interesse culturale sul Canal Grande, il Bacino e canale di San Marco e sul canale della Giudecca. In pratica il Comune contesta la "invasione" di competenze da parte dello Stato, ritenendo che le questioni riguardanti i canali veneziani vadano gestite direttamente dalla città. Il rischio è che, con i canali vincolati dal minitero, diventerà molto più complicato eseguire lavori e interventi di manutenzione.

L'opposizione di Ca' Farsetti

«Riteniamo - ha commentato l'assessore Romor - che i provvedimenti adottati dal Mibac rappresentino una pesante, inutile e inefficace invasione nelle competenze che altrimenti, e di regola, sarebbero attribuite al Comune per la tutela degli interessi dei residenti. In particolare l'istituzione del vincolo culturale, così come sostenuta dal ministero, consentirà, ai fini della tutela anche indiretta dei beni ad esso assoggettati, possibili interventi dell’autorità statale su tematiche così strettamente legate alla vita della città che sembra assurdo escluderne il coinvolgimento. Le decisioni più importanti sul futuro di Venezia, come le scelte legate al traffico acqueo, all'organizzazione di approdi, pontili e pontoni, e al passaggio delle grandi navi, non possono che essere concordate con il Comune».

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Enti non coinvolti

«Le delibere impugnate appaiono inoltre viziate, - conclude Romor, riportando l’indirizzo dell’avvocatura dell'ente - per una serie di ulteriori ragioni tecniche che vanno dal mancato coinvolgimento degli altri enti territoriali interessati (Città metropolitana e Regione), alla mancata indizione di una conferenza dei servizi degli enti con interessi coinvolti, fino alla mancata previsione degli spazi acquei come possibile oggetto di vincolo».

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