Contro i docenti ricorsisti: "Vogliono gli stessi diritti di chi ha superato i concorsi, assurdo"

Sotto attacco la protesta dei diplomati magistrali. "Ci sono 34mila insegnanti che hanno rispettato la legge, mentre questi sono entrati in ruolo ottenendo favoritismi inaccettabili"

Il coordinamento nazionale docenti Gae contesta le proteste delle ultime settimane, portate avanti da diplomati magistrali che sono entrati in ruolo come insegnanti senza aver superato alcun concorso né ottenuto una laurea. Proteste illegittime, dunque, e non rispettose nei confronti di chi, invece, ha seguito l'iter previsto dalla legge. "Siamo amareggiati - scrivono gli insegnanti - nel vedere che tutti i maggiori organi istituzionali veneti continuano a sostenere un gruppo di persone che non hanno titolo per pretendere di essere inseriti in una graduatoria che spetta a docenti abilitati".

"Insegnano senza diritto"

E spiegano: "Stanno facendo lo sciopero della fame i docenti che hanno ottenuto l’accesso in Gae (graduatorie ad esaurimento che permettono l’accesso al ruolo, chiuse nel 2007) grazie ad un ricorso: docenti il cui ricorso non aveva alcun fondamento per legge, visto che nessuno in possesso del solo titolo di diploma ha avuto mai accesso diretto al ruolo, senza superare prima un concorso o un corso speciale".

La sentenza: il diploma magistrale non basta

I docenti "legittimi" approvano dunque la sentenza dell'adunanza plenaria del Consiglio di Stato che ha stabilito come il solo diploma magistrale conseguito prima del 2001/2002 non costituisca titolo di accesso alle graduatorie. "La legge dice che quel titolo di studio è idoneo a consentire la partecipazione alle sessioni di abilitazione all’insegnamento o ai concorsi per titoli ed esami a posti di insegnamento, non consente l’immediato accesso ai ruoli".

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"Vogliono gli stessi diritti di chi ha rispettato la legge"

"Per avere diritto ad essere immessi alle graduatorie, infatti, i diplomati magistrali che oggi scioperano avrebbero dovuto usufruire di una delle possibilità che la legge aveva messo loro a disposizione, così come hanno fatto oltre 34mila loro colleghi che hanno superato precedenti concorsi: sono stati abilitati attraverso i corsi riservati, hanno partecipato alle sessioni riservate del 1999, sono in possesso di altri titoli quali ad esempio la laurea in Scienza della formazione primaria. Quelli che oggi scioperano, invece, pur non avendo fatto nulla al contrario dei loro colleghi che la legge l’hanno rispettata, vorrebbero avere gli stessi diritti di questi ultimi. Parlano di licenziamento di massa, offendendo in questo modo chi un vero licenziamento collettivo lo sta subendo".

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