Legge di Bilancio, «più tasse e meno benefici: tolti ai comuni veneziani 15 milioni di euro»

Lo Spi Cgil lancia l'allarme. Secondo il sindacato i comuni potrebbero aumentare le tasse, specie Tasi e Imu, andando anche a tagliare i contributi per i servizi sociali

La Legge di Bilancio varata dal Governo Conte costringerebbe i comuni veneziani a ingegnarsi per recuperare risorse. Secondo una indagine dello Spi Cgil Metropolitano di Venezia, sono infatti circa 15 milioni gli euro, che verranno a mancare nelle casse delle amministrazioni lagunari a causa dei tagli ai trasferimenti e della riduzione dei fondi previsti dall'esecutivo gialloverde. Si tratterebbe di una bella gatta da pelare per i 44 sindaci veneziani, molti dei quali potrebbero anche decidere di aumentare le imposte locali e di tagliare i servizi.  

Rischio tagli ai servizi sociali

«Siamo davvero preoccupati - sostiene Daniele Tronco, segretario generale dello Spi Cgil Metropolitano di Venezia - con questi tagli il rischio è quello di andare a colpire le fasce di popolazione più deboli, come quelle a cui appartengono i nostri pensionati. Attraverso la negoziazione sociale vigileremo affinché ciò non accada». C'è il rischio di tagli ai servizi sociali, nei confronti dei quali il sindacato dei pensionati non ha intenzione di fare sconti. Prevedibili gli aumenti sulle tasse riguardanti l'Imu/Tasi e l'addizionale Irpef, così come ribadito in questi giorni da un rapporto di Confprofessioni, uscito sul Sole 24 ore.

«Situazione molto incerta»

«La situazione è molto incerta e siamo davvero preoccupati - prosegue Tronco - questa Legge di Bilancio rischia di penalizzare seriamente i cittadini meno abbienti e la fascia dei più deboli, quali gli anziani». La preoccupazione del sindacato dei pensionati si rivolge soprattutto agli anziani veneziani - più di 200 mila - corrispondenti al 24,3% della popolazione. Fra questi, oltre 60mila sono over 80. «Noi faremo la nostra parte - conclude Tronco - attraverso la negoziazione sociale con gli enti locali chiedendo, che il sistema tributario segua criteri di progressività laddove vi siano aliquote uniche ampliando le soglie di esenzione e che, in generale, non vengano colpite le fasce di reddito più disagiate».

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