Forte Marghera, pioggia di milioni per il recupero delle casermette napoleoniche

Saranno 7 i milioni di euro investiti dal Comune di Venezia, provenienti dai fondi del Mibac. Sarà restaurato anche l'edificio 29

Saranno investiti 7 milioni, un progetto finanziato con fondi del Mibac: si tratta del recupero delle due casermette di età napoleonica (edificio 8 e 9) a Forte Marghera. Un intervento che rientra all'interno del piano strategico "Grandi progetti beni culturali" per il valore storico e monumentale delle singole architetture. Nonché per il pregio paesaggistico garantito dagli edifici stessi e dal porticciolo.

Recupero delle casermette 8 e 9

Le casermette 8 e 9 sono le caserme difensive, progettate dai francesi  e in parte completate dagli austriaci, fabbricate "a prova di bomba", poste nel lato più protetto a sud e disposte simmetricamente rispetto all’asse principale del Forte. Sono i due edifici gemelli più emblematici del patrimonio monumentale ottocentesco del forte militare. Sono fabbricati a pianta rettangolare di circa 83 metri per 15, con struttura portante in muratura in laterizio con parti significative in pietra d’Istria. La caserma 9, pur mantenendo l’impianto originario, presenta due superfetazioni di inizio Novecento, corpi addossati sul fronte sud, uno dei quali risulta parzialmente crollato.

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Recupero di edifici per fini museali

«Secondo gli accordi con il ministero per i Beni e le attività culturali - spiega l’assessore ai Lavori pubblici Francesca Zaccariotto - l’obiettivo è di recuperare gli edifici per i quali si privilegia un utilizzo a fini espositivi e museali. Tutti i lavori saranno eseguiti da Insula S.p.A. e si andranno ad aggiungere ad ulteriori importanti interventi, in corso di realizzazione o già eseguiti, all’interno dello stesso complesso. Nello specifico 5 milioni sono stati destinati per interventi in corso per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria del sito come l’illuminazione pubblica, gli scarichi fognari e di acque meteorologiche, la realizzazione di una rete di cavidotti per la telefonia e l’energia elettrica e la manutenzione straordinaria dei ponti d’accesso al Forte e di collegamento della Cinta esterna con il Ridotto».

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Intervento conservativo

L'intervento in programma sarà di tipo conservativo. «Considerato il vincolo monumentale, - ha spiegato Nicola Picco, presidente di Insula S.p.A. - si prevede di agire con una manutenzione degli edifici inserendo dotazioni impiantistiche ed, eventualmente, rimuovendo parti ritenute incongrue. Quindi, è previsto il consolidamento sia delle strutture attraverso un miglioramento sismico, che delle sovrastrutture. Inoltre si procederà alla realizzazione di servizi igienici, di un impianto elettrico e di illuminazione interna, di impianti termici a valenza “produttiva” o di esposizione generica temporanea».

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