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Demolizione vecchio ponte sul Tagliamento. Via un pezzo di storia di 56 anni

Completato il primo dei due viadotti che costituiscono il nuovo manufatto

 

È iniziata sull’autostrada A4 la demolizione del vecchio ponte sul Tagliamento. Se ne va un pezzo di storia lungo 56 anni. Era gennaio 1963, infatti, quando Autovie avviò i lavori della prima grande opera che univa la neonata Regione autonoma Friuli Venezia Giulia con il Veneto. Pur progettato per sopportare un flusso di traffico elevato, il manufatto attualmente risultava inadeguato.

Il vecchio

Completato il primo dei due viadotti che costituiscono il nuovo ponte e spostato il traffico, è iniziata così la demolizione, per fasi, del vecchio: prima è toccato all’impalcato poi alle pile e infine alle fondazioni. L’intervento coinvolgerà i comuni di Ronchis per la parte più a est e di San Michele al Tagliamento per la porzione verso ovest. La struttura, composta da travi prefabbricate in calcestruzzo e pulvini con annesse spalle laterali in cemento armato, è costituita da due ponti separati da un terrapieno. Complessivamente l’infrastruttura si sviluppa per un chilometro e 100 metri per 48 campate e 102 pile.

I mezzi

Una decina gli escavatori all’opera, dotati di pinze, martelloni e benne, oltre ad autocarri e autoarticolati vari per il trasporto del materiale di risulta dalla demolizione e una ventina le persone impegnate quotidianamente. Le procedure di lavoro scelte dall’impresa saranno quelle di garantire la migliore tutela ambientale possibile e per ridurre il più possibile il rumore e le polveri prodotte saranno utilizzate esclusivamente macchine moderne e con ridotti livelli di emissione. Tutto il materiale, proveniente dalla demolizione, verrà conferito all’impianto di frantumazione e vagliatura, per poi essere analizzato e riutilizzato, se idoneo.

La storia del ponte

La fama del ponte sul Tagliamento è legata a un’intuizione. Quella di Paolo Petrucco, allora 30 enne, storico fondatore della Icop di Basiliano che, vistosi assegnare l’appalto, decise “contro il volere del padre”, come lui stesso racconta, di creare sul posto un impianto di prefabbricazione «costosissimo – dice – ma concettualmente all’avanguardia per quell’epoca. Uno simile c’era solo a Venezia per la costruzione dell’aeroporto di Tessera e proprio lì vidi operare l’impianto automatico di betonaggio e le prime autobetoniere. Prendemmo spunto da lì e fu una scelta vincente che ci permise di costruire l’opera in soli due anni».

L'alluvione

Nel ’65 l’infrastruttura vide la luce «e l’anno seguente quando ci fu l’alluvione a Latisana – racconta ancora Petrucco – la gente riuscì a mettersi in salvo portando anche gli animali sul ponte». Alla definizione di ogni aspetto costruttivo del manufatto e a ideare e disegnare gli impianti ci pensò Pierino Burba, il cui nome è legato alle grandi opere firmate dalle Icop. Le travi venivano prefabbricate e varate, completando poi l’impalcato con un getto in opera di calcestruzzo. Il ponte del Tagliamento fu aggiudicato tramite appalto a concorso (a realizzare il progetto era la stessa azienda, compresi il calcolo delle strutture, i rilievi e gli espropri). Parteciparono alla gara circa 10 imprese e dopo una prima selezione a contendersi l’opera furono l'Impresa Alvise Petrucco nota per aver costruito il cavalcavia Simonetti di via Cividale a Udine, e un’azienda di Milano. I due progetti rimasero in ballo per circa quattro mesi fino a quando fu chiesto, come integrazione, l’adeguamento delle fondazioni. La gara fu vinta dall’impresa friulana sul filo di lana. L’opera costò 900 milioni di lire. 

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