La guerra degli ospedali per il personale: «Si rischia la chiusura di servizi»

Dal Ben: «La carenza di medici, infermieri e sanitari è preoccupante. Sono 432 i posti autorizzati, solo un terzo quelli coperti. Occorre intervenire sulla programmazione»

Foto: conferenza Ulss3 e direttore Giuseppe Dal Ben

Una carenza di personale preoccupante. Il bilancio, dati alla mano, tracciato da Ulss3 Serenissima sulla situazione del personale sanitario, lascerebbe intravedere addirittura il pericolo di chiusura di certi servizi. «A fronte degli incarichi da coprire, già autorizzati dalla Regione, che a fine 2018 sono 432, tra specialisti, infermieri, e operatori sanitari, gli incarichi che gli ospedali sono riusciti ad assegnare sono all'incirca un quarto - spiega il direttore generale dell'Ulss3 Serenissima Giuseppe Dal Ben -. Continuiamo a non riuscire a soddisfare le autorizzazioni, pur facendo ricorso a incarichi libero professionali o reclutamenti attraverso agenzie private, come previsto dalla legge». Insomma, ricorda Dal Ben, «mentre una volta la guerra avveniva tra medici per un incarico in un ospedale, ora la guerra è tra gli ospedali, che cercano di aggiudicarsi le figure professionali di cui necessitano». A fare il punto, assieme al direttore generale, il direttore amministrativo Fabio Perina, il capo del personale Danilo Corrà, il responsabile degli ospedali della Serenissima Michele Tessarin e la responsabile del personale infermieristico Francesca Rossi.

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Reclutamento

A monte del reclutamento di personale ci sono le cessazioni. Quando un incarico cessa c’è una richiesta trimestrale alla Regione Veneto di autorizzazione per la copertura dei posti. Questa viene valutata, secondo l'ordinaria procedura, e si mette in moto una ricerca dei profili anche nelle graduatorie di altre aziende, si avvia l’avviso di mobilità, fino alla procedura concorsuale. In questi giorni una richiesta di personale alla Ulss veneziana è addirittura pervenuta da Trapani, a dimostrazione del fatto che la carenza di mansioni specialistiche da nord a sud riguarda tutte le regioni.

I numeri

Le autorizzazioni soddisfatte, dei 432 posti da coprire, sono state 106 a tempo indeterminato, 3 a tempo determinato, e altre 32 sono in corso di assegnazione. Restano a oggi 279 autorizzazioni. Servono ancora 128 medici, 46 infermieri e 53 operatori sanitari, per i quali l’azienda sanitaria non ha trovato fin qui risposte dal mercato dei professionisti. A determinare le carenze negli organici è una reale e ampia difficoltà nell’individuazione degli specialisti e degli operatori. Mancano in particolare anestesisti, specialisti di cure palliative, ortopedici, radiologi, chirurghi, cardiologi, ginecologi, pediatri e operatori sanitari. Si affidano incarichi a liberi professionisti, con una procedura di assegnazione molto rapida, prevista e autorizzata dalla Regione Veneto, che consente di risolvere nel giro di una decina di giorni. Nell'Ulss 3 le esternalizzazioni attualmente riguardano circa 40 incarichi.

Concorsi

In Veneto è Azienda Zero a predisporre concorsi per assegnare i posti vacanti, dal 4 ottobre del 2018, mentre alla Ulss rimangono in parte in capo alcune procedure per il personale di comparto. Il problema è che questi concorsi rimangono deserti, mentre quando generano delle graduatorie queste vengono bruciate molto facilmente, perché uno dopo l'altro i candidati non si presentano rinunciando all'incarico, magari perché hanno deciso di andare a lavorare altrove, o all'estero. 

Infermieri

Il discorso delle graduatorie vale ancora di più nel caso degli infermieri e operatori sanitari. Il concorso del 2017 ha generato una graduatoria con 788 idonei, ma la graduatoria si è esaurita subito, poiché circa metà ha rifiutato il lavoro per andare a lavorare altrove. 

Quota 100

Nell'Ulss3 la richiesta per l'uscita dal lavoro con quota 100 potrebbe riguardare 200 persone su 7400 dipendenti, cioè il 4% circa del personale medico e il 2,6% del personale del comparto. Ma a oggi risultano poche richieste. E se acquisissero il diritto al pensionamento a seguito di richiesta, questo partirebbe comunque fra 6 mesi. 

Programmazione

«Il nodo centrale resta la programmazione - afferma il direttore Dal Ben -. Università ancora a numero chiuso, anni di scuola di specializzazione prima dell'accesso vero e proprio alle corsie di ospedale, basso numero di laureati. Sono tutte questioni su cui è necessario mettere mano. Nutriamo per questo la speranza che con l'autonomia regionale si possa arrivare a una soluzione di queste criticità. Il rischio - ricorda Dal Ben - è che si arrivi a chiudere dei servizi. Manca un buon 5,5-10 per cento di medici e infermieri. Una volta era l'ospedale che selezionava il professionista e la guerra era tra i medici. Oggi è il contrario. Le aziende si contendono il poco personale disponibile».

Medici e infermieri Ulss4

Non molto diversa la situazione nell'azienda Ulss4 del Veneto Orientale. «Non siamo in una situazione drammatica però è sicuramente difficile - dice il direttore generale dell’Ulss4, Carlo Bramezza -. Perché nonostante non sia mai stato tagliato alcun posto di lavoro, e nonostante si continui a bandire concorsi per assumere personale, non se ne trova». Illustrata mercoledì la situazione dell’organico che attualmente consiste in circa 2500 unità. Organico per il quale, dal 2015, l’Ulss4 ha ottenuto dalla Regione Veneto l’autorizzazione all’assunzione di 42 posti aggiuntivi per varie specialità, ma ad oggi (30 gennaio) i posti vacanti sono 64 per la carenza di personale sul mercato del lavoro.

Specialità mancanti

Le unità operative in cui si riscontrano maggiori difficoltà di reclutamento specialisti sono la radiologia (9 posti vacanti), l’anestesia e rianimazione (12 posti vacanti), l’ostetricia e ginecologia (7 posti vacanti), la pediatria (6 posti vacanti). Nel 2018 l’Azienda ha espletato per ogni tipologia di contratto (tempo indeterminato, determinato e libero professionale) ben 65 selezioni a cui hanno partecipato, e sono stati selezionati, complessivamente 95 candidati. Si questi 95 solo 30 professionisti hanno però accettato l’assunzione.

Vacanti

Come spiegato dal dottor Massimo Visentin, negli ultimi concorsi espletati si è palesata l’ennesima carenza di personale: nel concorso per medici di anestesia e rianimazione sono pervenute 6 domande ma nessun candidato si è presentato al concorso, per medici di pediatria 1 domanda e nessun candidato presente, per l’ostetricia e ginecologia 8 domande, 2 i candidati presenti ma è stato possibile assumerne uno, per la nefrologia 17 le domande, 6 medici si sono presentati al concorso e uno solo assunto. Sul fronte infermieri l’elevato turnover richiede continue assunzioni tuttavia, anche in questo caso, la disponibilità di personale è praticamente esaurita. O meglio: nel concorso svoltosi nel 2017 a Jesolo i candidati furono 5902, il numero dei partecipanti si ridusse a 3004 e gli idonei risultarono essere 462, di questi 160 sono stati assunti. «In questo contesto chiedo alla cittadinanza - conclude Bramezza – di comprendere che il personale medico e del comparto sta lavorando molto e sta facendo tutto il possibile per far funzionale al meglio il servizio sanitario». Quanto a “Quota 100” è stato stimato che circa un’ottantina di dipendenti dell’Ulss4 ha i requisiti per richiedere la pensione anticipata.

Fnp Cisl Veneto

«Quota 100 da un lato, dall’altro il blocco delle assunzioni nel settore pubblico fino al primo novembre 2019. Il risultato è il timore concreto che in autunno vedremo ospedali, scuole e servizi pubblici sguarniti, soprattutto i primi, già in cronica carenza di personale. Questo perché in Veneto c’è già stata una grande fuoriuscita dal mondo del lavoro nel settore privato, con tutte le ristrutturazioni aziendali degli anni passati - scrive Vanna Giantin, segretaria generale Fnp Veneto -. Da noi saranno soprattutto i lavoratori pubblici a usufruire di quota 100. Lo vediamo dall’orientamento che ci arriva dai colleghi che lavorano sulla sanità. Impossibile in questo momento parlare di numeri, ma le premesse per lanciare un allarme ci sono tutte».

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