Peggy Guggenheim, un 2015 da record. Abbattuto il muro delle 400mila visite

Non era mai successo, dall'anno dell'apertura del museo, nel 1980. Il 2016 della "collezione" sarà all'insegna dell'arte del secondo dopoguerra

Battuto un nuovo record alla Collezione Peggy Guggenheim che conclude il 2015 con numeri da capogiro: per la prima volta dall'apertura del museo nel 1980, è stato abbattuto il muro delle 400mila visite, durante i 316 giorni di apertura, con una media giornaliera di 1.266 ospiti.

Il 2016 sarà all’insegna dell’arte del dopoguerra: tre mostre, curate da Luca Massimo Barbero, curatore associato del museo veneziano, con grandi nomi che hanno segnato il panorama artistico nazionale e internazionale del XX secolo, offriranno un'accurata lettura di tre momenti dell’arte italiana, europea e americana, a partire dal 1945 per arrivare alla fine degli anni ’70, con un particolare focus sulla ricerca e la produzione artistica che ha caratterizzato il nostro paese negli anni ’60.

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Si comincia con Postwar Era: una storia recente. Omaggi a Jack Tworkov e Claire Falkenstein, che attraverso un'attenta selezione dei lavori, alcuni dei quali raramente esposti, raccolti dalla mecenate, o donati alla Collezione Peggy Guggenheim dopo la sua scomparsa, interpretano una sensibilità che va al di là dei movimenti e delle tendenze artistiche. Dal 23 aprile, fino al 19 settembre, protagonista a Palazzo Venier dei Leoni sarà Imagine. Nuove immagini nell’arte italiana 1960-1969, mostra che intende tracciare la prima ideale mappatura delle ricerche artistiche che caratterizzano gli anni '60, in special modo l’asse Roma-Torino, e che utilizzano una nuova idea di figurazione e immagine. Con una cinquantina di opere dei maggiori protagonisti di quella fertile stagione. Infine, in autunno, la Collezione Peggy Guggenheim celebra Tancredi Parmeggiani, talentuoso artista scoperto da Peggy nel ricco scenario artistico degli anni ‘50.

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