Venezia - Mestre, pronti per la lista civica: "La Regione non ci ascolta"

Dal comitato un ultimatum al Consiglio regionale: "Voti la meritevolezza del progetto nella seduta di gennaio". Intanto aperti i contatti con Lega e M5S

Referendum, ultima chiamata per il Consiglio regionale: o la prossima seduta si vota la meritevolezza della proposta di legge per la separazione dei due Comuni, oppure il comitato "Mestre-Venezia due grandi città" diventerà lista civica per le prossime elezioni amministrative. L’ultimatum arriva da Marco Sitran, presidente del comitato.

Sitran sta già sondando il terreno con cittadini e forze politiche in vista dell’appuntamento elettorale. «Andare al referendum prima delle elezioni è possibile, a patto che il prossimo Consiglio regionale voti la meritevolezza. Se non avverrà sarà solo per i soliti giochetti di potere della vecchia politica – rassicura Sitran –. Se Clodovaldo Ruffato non garantirà la discussione, come aveva promesso, se ne assumerà la responsabilità politica».

Il comitato Mestre-Venezia comunque non s’illude, consapevole che le speranze di indire il referendum entro marzo/aprile sono ridotte al lumicino. Sullo sfondo l’alibi del ricorso che la Regione Veneto ha presentato alla Corte Costituzionale, sostenendo l’illegittimità della legge che istituisce la Città metropolitana. Ma «Che la Città metropolitana sia dichiarata conforme o meno alla nostra Costituzione non ha alcuna incidenza sulla validità del referendum» ribadisce Sitran.

A questo punto, insomma, la trasformazione del comitato in lista civica è un "passaggio logico e doveroso" per i cittadini che credono che la divisione sia funzionale al buon governo e a uno statuto speciale per Venezia, senza il quale, dice il comitato, la città d’acqua non può sopravvivere come civiltà. Il comitato rincara la dose: «La divisione è benefica in tutti i sensi ed è anche il grimaldello per scardinare un blocco di potere che dura da oltre quarant’anni e che ha prodotto solo macerie». Una lista civica trasversale, perché "l’autonomia non è di destra o di sinistra". Tra i partiti finora hanno appoggiato il progetto di legge la Lega e in parte il Movimento Cinque Stelle, che si sta spendendo in questo senso. L'idea piace anche ad alcuni candidati sindaco indipendenti, come Mattia Malgara.

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