Ci sono le elezioni, tanti dipendenti Actv ai seggi: corse a rischio

Il motivo sarebbe la partecipazione dei dipendenti della azienda di trasporti alle operazioni elettorali. Trecentodieci gli uomini in meno

Corse Actv a rischio per la giornata di domenica 31 e per il ponte del 2 giugno. Come riporta il Gazzettino, sono 310 i dipendenti dell' Actv reclutati come componenti di seggio e rappresentanti di lista. Trecentodieci, 180 del settore navigazione e 130 di quello automobilistico e nonostante gli orari incrociati, fatti per incastrare e coprire tutti i turni, probabilmente non si riuscirà a garantire tutte le corse. Basti ricordare infatti la festività del 1. maggio dove tutti i mezzi impiegati non sono riusciti a far fronte a tutti i turisti nella città lagunare.

E ora si ripete, stessa storia, nuova ondata di visitatori e autisti e marinai che anzichè governare gli autobus e i battelli saranno impegnati nelle operazioni dei seggi. E il numero dei dipendenti Actv impegnati nelle elezioni è talmente elevato che fa parlare di sé e suscita inevitabilmente svariate polemiche. Si discute per le adesioni volontarie ai seggi.

La società di trasporti Actv però si difende dicendo che i turni sono già stati programmati e dal 1. giugno partiranno anche i "rinforzi" delle linee estive, con l'aiuto dei lavoratori stagionali. Il tutto dovrebbe garantire il regolare svolgimento del servizio di trasporto almeno nella giornata di domenica.

Il problema si pone lunedì soprattutto nel settore automobilistico dove non sono previsti i lavoratori stagionali ma si è comunque cercato di incastrare i turni dei dipendenti disponibili in modo tale da coprire tutti i giorni e far fronte a tutte  le esigenze dei turisti. C'è da tenere conto però delle ferie che cominciano a esserci e delle assenze per malattia, oltre al fatto che i Ferry Boat senza almeno cinque uomini non possono partire. 

E gli scontri e le polemiche si manifestano anche da parte di vertici dell'azienda Actv che avevano consigliato ai dipendenti di evitare l'astensione massiccia dal lavoro, riconoscendone però il fatto che la legge riconosce a questi dipendenti la possibilità di presenziare alle operazioni elettorali.

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