Il Veneto è ancora un territorio di uomini che odiano le loro donne

I classici reati contro il gentil sesso sono in calo (ma non le violenze in famiglia). In regione, però, gli abusi sessuali sfiorano quota 300

"Il grado di civiltà di una popolazione si misura anche guardando a quanto difende le proprie donne". Ad affermarlo è il vicario del questore, e primo dirigente della Polizia di Stato, Marco Odorisio, nell'ambito del convegno "Ti amo, ti odio" organizzato dalla questura di Venezia in occasione del 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Esperti a confronto nella sede di via Nicolodi a Marghera. All'incontro hanno partecipato anche Adelchi D'Ippolito, procuratore aggiunto di Venezia, la giornalista Alda Vanzan, de "Il Gazzettino" (che ha moderato il confronto finale), Barbara Re, vicequestore aggiunto e vice dirigente della squadra mobile di Venezia, l'ispettore capo Roberto Bellio, presidente del centro antiviolenza e antistalking "La Magnolia" e la psicologa e responsabile clinico dello stesso centro, dottoressa Roberta Toffoli.

I CASI: PROFESSORESSA VITTIMA DELLO STUDENTE, DONNA PICCHIATA DAL MARITO E ORA DAL FIGLIO

Dunque, per riprendere la frase iniziale, siamo un popolo "civile" o no? Per rispondere serve guardare ai dati. E il panorama che disegnano è in chiaroscuro. Almeno in Veneto. Perché grazie forse alla nuova normativa anti-stalking i casi di atti persecutori nella nostra regione sono in diminuzione. Sono stati 746 quelli denunciati tra il 15 ottobre 2012 e il 14 ottobre 2013. Nello stesso periodo dell'anno seguente il loro numero è diminuito fino a 589, con una variazione percentuale del 21,05 per cento. Com'è lecito aspettarsi più di tre quarti delle vittime sono donne. Scaraventate in incubi da cui poi è difficile uscire: per esempio tra il 2013 o il 2014 sono state il 76,79 per cento le denunciati sul totale.

Una percentuale che gioco forza lievita nel caso in cui si parla di violenze domestiche: qui sono più di 8 su 10 le vittime di sesso femminile. Anche giovani. Anche fanciulle. In questo caso si è registrato un aumento delle denunce (+12,28%): dal 15 ottobre 2012 al 14 ottobre 2013 sono stati 635 i casi di questo tipo, un anno dopo sono diventati 713. Per quanto riguarda le percosse (ma è chiaro che sia così, vista la tipologia di reato) la percentuale di genere si livella: sono il 45,43 per cento le vittime femminili. Tra il 2013 e il 2014 i casi in Veneto sono diminuiti del 12,8 per cento (1.258 contro 1.097). A preoccupare sono invece i dati assoluti sul reato di violenza sessuale, che comunque registrano una flessione: 368 tra il 15 ottobre 2012 e il 14 ottobre 2013, 295 nello stesso periodo dell'anno seguente (-19,84%). Si tratta di un reato di matrice prettamente maschile (anche se non mancano i casi contrari): le vittime nove volte su dieci sono infatti donne (l'86,79%).

E' un mondo, dunque, in cui ancora le donne sono vittime della protervia dei maschi. In cui la regola principale è sempre la violenza: per questo motivo sono state ben 707 le persone denunciate o arrestate a ottobre 2013, con una incidenza del 66,48% di casi in cui la parte offesa è del gentil sesso, mentre chi finisce nel mirino delle forze dell'ordine è di genere maschile. In tre casi su quattro di maltrattamenti in famiglia (anche con vittime di giovanissima età) si segue lo stesso schema. Una tipologia di reato in crescita del 22,18 per cento tra 2013 e 2012 (come indicato dai dati presentati in precedenza). La proporzione si ripropone quasi identica anche nei casi di violenza sessuale. Naturalmente, poi, ci sono i casi più cruenti. E spesso in questi mesi ha fatto capolino sui giornali la parola "femminicidio". Tra il 15 ottobre 2013 e il 14 ottobre 2014 si sono registrati due omicidi volontari nel territorio veneziano. Entrambi con vittime di sesso femminile. In un caso avvenuto all'interno della sfera familiare.

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Sono numeri. Ma dietro ci sono persone in carne ed ossa. Senza distinzioni in fatto di nazionalità o di classe sociale. Si va dall'avvocato, alla commessa, fino alla docente universitaria. Tutti esempi di donne scaraventate sotto il giogo di un uomo violento o in grado di rendere la loro vita un incubo. Secondo l'Ulss10, infatti, nel 2013 i consultori familiari dell'azienda sanitaria del Veneto orientale hanno seguito 46 donne che hanno subito violenza, di cui 21 straniere e 25 italiane. Di queste 42 hanno figli.

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