Discarica abusiva tra amianto e auto rottamate a Musile, sei denunciati

Carabinieri e polizia locale il 25 settembre scorso hanno scoperto nel terreno di proprietà di tre famiglie nigeriane che vivono a Millepertiche computer, veicoli, pneumatici e molto altro

Alcuni rifiuti sequestrati

Avevano sfruttato il terreno vicino alla propria abitazione per costituire una discarica a cielo aperto. Abusiva e pericolosa. All'interno di essa, infatti, oltre a rifiuti di vario genere, le forze dell'ordine hanno trovato anche delle lastre di amianto. Sei le persone di nazionalità nigeriana denunciate. L'area posta sotto sequestro si trova a Millepertiche, frazione di Musile di Piave.

Alle 7 del mattino del 25 settembre una "task force" composta da sette carabinieri della compagnia di San Donà di Piave, tre agenti della polizia locale e due ispettori del Dipartimento di prevenzione dell'Ulss 10, si è presentata nella proprietà delle tre famiglie nigeriane, tutte in regola con il permesso di soggiorno.

Gli operanti si sono subito resi conto della presenza di numerosi veicoli: cinque autovetture e cinque furgoni, tutti privi delle targhe poiché consegnate agli organi competenti per la radiazione e la successiva esportazione all’estero. Oltre ai veicoli sono stati trovati abbandonati a contatto con il terreno, nelle aree verdi del cortile, numerosi motori, parti meccaniche e di carrozzeria, nonché materiali di risulta edile, onduline in fibra di vetro, ma anche lastre di eternit. Oltre a ciò, pneumatici, congelatori a pozzetto, frigoriferi e altri elettrodomestici. Erano presenti tra i rifiuti anche cisterne in metallo con residui di gasolio e olii esausti, nonché caldaie per il riscaldamento e numeroso materiale informatico, tra cui monitor, stampanti e unità centrali. I controlli, che sono stati estesi anche all’interno della casa per accertare i requisiti per l’abitabilità, hanno rivelato la carenza totale del rispetto delle norme di sicurezza per quanto riguarda la distribuzione del gas metano.

I sei sono stati quindi denunciati per aver costituito la discarica abusiva e per il mancato rispetto delle norme di sicurezza in materia di impianti di distribuzione del gas metano. Tutta l’area è stata sottoposta a sequestro. Ulteriori accertamenti sono ora in corso per dare una classificazione esatta dei rifiuti rinvenuti, ai quali parteciperanno anche tecnici dell’Arpav di Venezia, per decidere le esatte modalità di smaltimento degli stessi e per procedere alla esatta contestazione dei reati che, a seconda della classificazione dei rifiuti, prevedono responsabilità penali diverse.

Gli inquirenti stanno approfondendo la posizione di un cittadino italiano che, pur risiedendo nel comune di Venezia, possiede un alloggio vuoto nello stesso stabile oggetto dei controlli delle forze dell'ordine.

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