Fiaccolata dei venetisti, la questura: guai a inneggiare ai Serenissimi

Gli indipendentisti di Veneto Stato e di "Xoventù Independentista" commemoreranno questa sera il gruppo di nostalgici che 15 anni fa occupò San Marco per decretarne l'indipendenza

Era la notte tra l’8 e il 9 maggio 1997, a pochi giorni dal bi-centenario della caduta della Serenissima sotto l'invasione napoleonica (12 maggio 1797). Un gruppo di nostalgici ribattezzato dai media i “Serenissimi”, occupò con le armi in pugno la Piazza e il Campanile di San Marco, issando sulla cella campanaria la bandiera del Leone e liberando, così, nelle sue intenzioni, Venezia dall’occupazione italiana.

Un gesto che, a 15 anni di distanza, qualcuno ancora considera eroico e degno di essere commemorato. Stiamo parlando degli indipendentisti di Veneto Stato e dei responsabili di «Xoventù Independentista», i quali, proprio per ricordare un momento capace di “liberato una volta per tutte i nostri cuori, la nostra fede, il nostro pensiero dall’inquinamento tricolore”, hanno scelto di organizzare una fiaccolata per questa sera, sabato 12 maggio. Ritrovo: ore 20, al piazzale della stazione ferroviaria Santa Lucia.

La questura ha autorizzato la manifestazione, vietando, tuttavia, al corteo di passare per l’area marciana e, soprattutto, di inneggiare in qualsiasi forma ai Serenissimi, pena una denuncia per apologia di reato. I promotori sono avvertiti, il questore Fulvio Della Rocca non tollererà intemperanze.

Furiosa la risposta dei venetisti, costretti a rinunciare al simbolo della propria lotta per l'indipendenza. La notizia ha dell’incredibile, sostengono, ed è “segno che dopo tutto questo tempo l’idea da loro portata avanti fa ancora incredibilmente paura a chi si oppone alla libertà della nostra Nazione Veneta”.

I militanti si atterranno, dicono, alle regole, ma intanto preparano una protesta organizzata contro la questura e le istituzioni: “Invitiamo soci e simpatizzanti a partecipare alla fiaccolata silenziosa, che ora assume anche un connotato politico e di rabbia per questa indecente decisione”. Prima della marcia distribuiranno, inoltre, non sol le fiaccole, ma anche “magliette e bandane contro la censura di Stato”.

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Alla marcia saranno ammessi solo vessilli con il leone di San Marco, bandite invece tutte le bandiere di partito. È noto, infatti, che tra venetisti e leghisti non scorra buon sangue, sostenendo, i primi, l’indipendenza anche dalla Padania.
 

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