Incidente nautico: «Strumentazione sofisticata. Ipotesi errore umano»

Il parere di Assonautica: «Barca dotata di strumenti perfettamente funzionanti»

(Foto Ansa)

«Lo scafo di Fabio Buzzi e del suo equipaggio è strutturalmente integro. Poche barche avrebbero resistito ad un impatto così potente. Vale a dire che il mezzo, pensato per usi militari, era progetttato bene. Un errore umano, visti gli strumenti di cui la barca era dotata, alla base della tragedia». Con un comunicato pubblicato su Facebook, Assonautica Italiana prova a ipotizzare cosa possa aver provocato l'incidente nautico di martedì sera. Il motoscafo offshore dell'imprenditore 76enne Fabio Buzzi intorno alle 21, appena terminato il record della Montecarlo-Venezia, si è schiantato contro la lunata alla bocca di porto del Lido. Buzzi, l'imprenditore Luca Nicolini e il pilota Eric Hoorn sono morti nell'impatto. L'unico sopravvissuto è Mario Invernizzi, che potrebbe essere dimesso dall'ospedale già nei prossimi giorni. 

«Mezzo sofisticato»

Saranno le indagini della procura a stabilire cosa è effettivamente accaduto, se cioè l'incidente sia stato provocato da un errore del pilota o da un problema tecnico dell'imbarcazione. Circostanza, quest'ultima, che Assonautica tende ad escludere. «Il mezzo era strumentato con un sofisticato sistema militare per la visione notturna composto da due strumenti a disposizione del radarista: uno a raggi infrarossi che intercetta le fonti di calore ed un secondo ad amplificazione di luminosità, entrambi consultabili sullo stesso schermo sia in contemporanea che uno alla volta per avere la massima dimensione degli eventuali ostacoli sulla rotta - si legge in un comunicato -. È probabile che in fase di avvicinamento alla bocca di porto, dove la presenza di barche è un fatto normale, il responsabile della rotta abbia messo a tutto schermo la visione ad infrarossi. La diga essendo un "bersaglio freddo" in questa funzione non può apparire sugli schermi». Insomma, per l'associazione è da escludere che gli strumenti tecnici non funzionassero perfettamente. Un'ipotesi, questa, sostenuta anche da Giampaolo Montavoci, pluricampione di Off Shore e pilota di un'altra Venezia Montecarlo: «Dopo 20 ore di mare a quella velocità arrivi distrutto, la stanchezza è tanta, negli ultimi tratti cala la tensione, il record è fatto, ma la distrazione può essere fatale e la morte, come in questo caso ti aspetta all'ultima virata, all'ultima onda», sono le sue parole riportate nel comunicato di Assonautica. 

Il ricordo

Intanto, dopo il minuto di silenzio di giovedì mattina all'apertura del Salone Internazionale di Genova, sabato mattina è prevista una celebrazione di Fabio Buzzi al parterre del mensile "Nautica" prima delle premiazioni di Assonautica Award 2019. «Abbiamo perso un uomo che ha inventato e costruito di tutto e di più, portando all’Italia qualcosa come 57 campionati e record mondiali - scrivono da Assonautica -. Con la stessa genialità stava sviluppando la barca da record a propulsione elettrica»

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