Ospedali più sicuri: 160 milioni per lavori di adeguamento nelle Ulss 3 e 4

Lo ha annunciato il presidente della regione Zaia. In tutto il Veneto saranno investiti oltre 547 milioni per adeguamenti di tipo antisismico e antincendio

L'ospedale civile di Venezia

Interventi strutturali negli ospedali del Veneto per oltre 547 milioni di euro. Ad annunciare la delibera assunta dalla giunta regionale è stato il presidente della regione Luca Zaia: «Uno degli elementi fondamentali di una buona gestione della sanità è la capacità di non guardare solo al contingente, ma di saper programmare anche il futuro. In Veneto è stato fatto». Gli interventi sono 34, in buona parte di adeguamento antisismico e antincendio, che riguardano tutte le Ullss, comprese la Serenissima e quella del Veneto Orientale.

Interventi nelle Ulss 3 e 4

Nello specifico, sono previsti lavori per 127 milioni e 650mila euro nell'Ulss 3 e 23 milioni nell'Ulss 4. Saranno eseguiti lavori di adeguamento nella zona monumentale dell'ospedale civico di Venezia, di demolizione controllata di 3 piani dell'ospedale di Dolo e miglioramento dei corpi di fabbrica ancillari in quello di Chioggia. A Mirano saranno previste la riorganizzazione e razionalizzazione degli spazi, oltre all'adeguamento sismico e antincendio, alla pari degli ospedali di San Donà e Portogruaro.

Sicurezza delle strutture

«I tagli nazionali che hanno caratterizzato molte annate - ha spiegato Zaia - hanno reso vitale la capacità di predisporre progettazioni valide per ottenere i fondi di una delle poche fonti di finanziamento nazionali esistenti oggi. La lunga storia di efficienza del Veneto in questo campo si conferma anche in questa nuova tornata di interventi, la cui caratteristica comune è l’effettiva cantierabilità, elemento fondamentale per portare a casa il risultato». Gli ha fatto eco l'assessore alla Sanità Manuela Lanzarin: «La cantierabilità - ha spiegato - è una condizione senza la quale non vale nemmeno la pena di avviare un iter che la burocrazia nazionale rende lungo e complicato. Si tratta di 34 progetti che hanno un unico comun denominatore: la sicurezza e un ulteriore passo di efficientamento delle strutture, pensando prima di tutto agli operatori e ai malati ricoverati».

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