Uno studio di Mosca vince il premio per il progetto di riqualificazione di palazzo Ca' Tron

Waterproof competition è la gara internazionale di architettura promossa da Confindustria Venezia e Iuav con la manifattura veneziana: obiettivo uno sviluppo in chiave sostenibile

Gli architetti di Free Architects Studio

Proclamati i progetti vincitori di Waterproof, il contest internazionale di architettura promosso da Confindustria Venezia Rovigo e università Iuav per la riqualificazione di palazzo di Ca’ Tron, edificio storico veneziano. Gli architetti del Free Architects Studio di Mosca sono stati premiati per il progetto "Gentle Intervention" da Alberto Ferlenga, rettore dell'ateneo, Agnese Lunardelli, presidente comitato piccola e media industria di Confindustria Venezia Rovigo, e Alfonso Femia, archistar presidente della giuria.

Primo premio-2

"Progetto adattabile anche ad altri edifici veneziani"

Si tratta di un concorso di idee per giovani architetti, ingegneri e designer, lanciato lo scorso luglio con l’obiettivo di dare nuova vita al palazzo che oggi è sede dei corsi di laurea in Urbanistica e pianificazione di Iuav. Il progetto vincitore del primo premio (valore 10 mila euro) "si è distinto per la chiarezza del concept e la coerenza nella sua applicazione costruttiva. L’intervento identifica un ponte diretto tra storia, tradizione e innovazione proponendo non solo una soluzione specifica per Ca’ Tron, ma soprattutto un sistema aperto. Gentle Intervention infatti si concentra sulla spina verticale pubblica dell’edificio, e da un lato ne fa intuire la possibile ulteriore prosecuzione verso l’alto, dall’altro mostra la possibilità di intervenire in modo simile in altri edifici veneziani. La parte di nuova costruzione si integra perfettamente con l’edificio storico, risignificando gli elementi costruttivi della tradizione veneziana. Emerge una forte continuità tra micro e macro strategie progettuali e un’attenzione particolare all’utilizzo dei prodotti dei partner, integrati nel processo costruttivo". Ad aggiudicarsi il secondo e terzo premio, i progetti “A Way Through” dello studio veneziano Barman Architects e “Hyaloid Servant”, del gruppo di architetti del Politecnico di Milano guidato da Arian Heidari Afshari.

"Sinergia tra architettura e manifattura"

Nato dalla volontà di avvicinare il mondo dei professionisti che operano nel campo dell’architettura e del design a quello della produzione manifatturiera, il concorso prevedeva l’inserimento nei progetti di materiali delle storiche aziende del territorio produttivo veneziano per puntare all’innovazione di prodotto e di processo con l’aiuto anche delle figure tecniche messe a disposizione dalle imprese. Promotori dell’iniziativa: Eurofibre S.p.A. per i sistemi di isolamento, Fiel Fornasier S.p.A. per il sistema edificio-impianto, Lunardelli est 1967 per i serramenti e le partizioni vetrate, Oikos Venezia S.r.l. per le architetture d’ingresso, Sacaim S.p.A. per la gestione del cantiere, Zintek Srl. per i rivestimenti di involucro. Il progetto è stato realizzato con il supporto della Camera di Commercio Venezia Rovigo Delta Lagunare e di Ance Venezia, il coordinamento scientifico dello spinoff di Iuav PoPlab – laboratorio di ricerca e sviluppo sulla manifattura digitale sostenibile con sede a Rovigo - e in partnership con la rivista The Plan.

"Un luogo di cultura e aperto alla città"

“Waterproof è stato un progetto sul quale Confindustria ha investito molto - ha dichiarato Lunardelli – ed è stata un’occasione concreta per mettere in contatto le nostre aziende con i progettisti più talentuosi e promettenti del mondo. La manifattura veneziana ha delle potenzialità enormi e rappresenta ciò che di più prezioso abbiamo; uno dei compiti della nostra associazione è anche quello di far dialogare il nostro mondo con quello dell’architettura, della progettazione, ma anche dell’arte e della cultura più in generale". “Questo concorso - ha aggiunto Ferlenga - ha permesso di immaginare una nuova vita per Ca’ Tron, all’insegna dell’incontro tra mondo universitario e mondo della produzione. Ha significato produrre idee per la rinascita di un luogo storico che diventa incrocio e incontro di culture diverse ma strettamente legate tra loro, come quella imprenditoriale e quella didattico-formativa. Per noi, mantenere la presenza universitaria a palazzo Ca' Tron è fondamentale e credo sia altrettanto importante che resti un luogo aperto per la città. Il nostro obiettivo è quello di creare una sorta di “fondaco delle culture”, dove la didattica si unisce alla sperimentazione e alla ricerca, grazie al mondo della produzione”.

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