Mani giganti in Canal Grande, l'installazione sbuca dall'acqua e "sorregge" Ca' Sagredo

La colossale opera dell'artista Lorenzo Quinn, inserita nell'ambito della Biennale, si è fatta notare a Venezia. La presentazione venerdì pomeriggio, presente anche il sindaco Brugnaro

Foto Dario Di Trana

Difficile non notarle. Giovedì sono apparse a Venezia delle colossali mani trasportate a bordo di una chiatta lungo il Canal Grande. Chi ha assistito alla singolare scena ha facilmente intuito che si trattasse di una delle installazioni della Biennale d'Arte in partenza in questi giorni, mentre il "mistero" sulla loro destinazione è stato risolto poco più tardi.

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L'opera è stata trasportata fino all'hotel Ca' Sagredo e lì collocata. Si tratta di un'installazione monumentale - tra gli 8 e i 9 metri di altezza - che rappresenta due mani che sostengono simbolicamente il palazzo; è stata realizzata da Lorenzo Quinn, scultore tra i più apprezzati a livello internazionale e veneziano per metà, da parte di madre. "Le mani - si legge nella descrizione dell'opera - sono strumenti che possono tanto distruggere il mondo quanto salvarlo, e trasmettono un istintivo sentimento di nobiltà e grandezza in grado anche di generare inquietudine, poiché il gesto generoso di sostenere l'edificio ne evidenzia la fragilità".

Il progetto è patrocinato dal Comune di Venezia e promosso da Halcyon Gallery con il sostegno di Ca' Sagredo Hotel. L'installazione sarà visibile al pubblico dal 13 maggio al 26 novembre; per tutto il periodo dell'esposizione di Support, all'interno dell'Hotel Ca' Sagredo saranno in mostra alcune versioni di altre opere di Lorenzo Quinn, fra cui Leap of Faith [Atto di Fede], esposto all'Hermitage Museum di San Pietroburgo nel 2011, The Four Loves [I quattro Amori] e Love [Amore], collocate in Berkeley Square e Millbank a Londra nel 2017.

Nel ringraziare Lorenzo Quinn e complimentandosi per la sua opera, Brugnaro ha dichiarato all'inaugurazione di venerdì 12 maggio: “Da sempre i privati sono quelli che supportano e portano avanti la città. L’idea della sussidiarietà è proprio questa. Iniziative come quella di Quinn valorizzano Venezia, e soprattutto suscitano l’orgoglio di chi la abita. Il Padiglione Venezia e le iniziative dei privati possono corroborare a rafforzare la Biennale, la cui ricchezza per la città è fuori di ogni discussione. Possiamo diffonderla in tutto il centro insulare e a Mestre, come abbiamo fatto con il padiglione ufficiale a Marghera. Diffondere la Biennale in tutto il territorio è il nostro vero obiettivo. Chi viene in città per esporre è ospite gradito e oggi, proprio un veneziano, meritoriamente ospita un artista così nuovo e importante: di ciò sono molto orgoglioso”.

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