Viaggio in uno dei "buchi neri" di Marghera: siringhe, dosi e degrado. In un anno 2 morti

Nello stabile all'intersezione tra via dell'Elettricità e via della Pila è stato trovato il cadavere di un uomo. Ad aprile 2017 perse la vita Genny. Bettin: "Marghera necessita di interventi"

Lì, in un'umida mattinata di fine aprile, venne trovata l'anno scorso priva di vita Genny, 32enne tossicodipendente uccisa dalla droga. Lì, un anno fa esatto, si aprì il lungo elenco di morti causate dalla droga "mestrina", da quell'eroina così potente da stroncare una dietro l'altra almeno 12 vite. C'è chi poi è morto per il metadone e chi l'eroina a Mestre l'ha solo acquistata per poi consumarla altrove, venendo sorpresi da un'overdose fatale. 

Un anno lungo 15 morti

Lì, nel grande stabile in disuso all'intersezione tra via della Pila e via dell'Elettricità a Marghera, nella notte tra martedì e mercoledì è stata rinvenuta l'ennesima vittima. Il decesso risalirebbe a più di un giorno prima ed è possibile (si tratta di una delle ipotesi ritenute più plausibili) che si possa trattare della 15esima vittima per droga in città. Nulla è cambiato rispetto a 12 mesi prima, quando la polizia è entrata nell'immobile per far luce sulla morte di Genny. Anche mercoledì la grata anti intrusione era stata segata di netto in un angolo ed entrare nel palazzo, la cui costruzione non è mai stato ultimata, risulta semplice e immediata. In un angolo si scorgono alcune tende e i bivacchi, per il resto lo spazio è enorme e mette soggezione. 

Il "buco nero" di Marghera

Tossicodipendenti e senzatetto cercano rifugio ai piani superiori, dove è più coperto. Ed è lì, forse, che è stato individuato il cadavere nella notte, poi recuperato e portato in obitorio. Tutt'attorno all'edificio spuntano confezioni di siringhe e qualche ago usato a terra. La sporcizia si accumula, tra lattine usate per scaldare la "roba", cartacce e resti di dosi. Le reti anti intrusione possono poco e chi è in cerca del "buco" poco si interessa dell'igiene di ciò che lo circonda. L'enorme "buco nero" margherino si mostra in tutta la sua tragica possenza salendo la passerella pedonale che collega con una scala a via della Libertà: finestre rotte, scritte oscene sui muri e la sensazione che lì trovi rifugio solo chi non ha più nulla da chiedere al proprio futuro.

Brugnaro: "Stiamo lavorando per la sicurezza"

Raggiunto dalla notizia, il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro ha sottolineato come tutti "siano al lavoro per garantire attività di sicurezza in città". "Abbiamo introdotto dei posti di blocco mobili, non possiamo arrenderci. Da una parte dobbiamo ricostruire la società rilanciando attività e associazioni, dall'altra siamo impegnati nel contrasto. Su questo io credo che avremo qualcosa di importante a breve. Ci sono anche operazioni di intelligence"

"Chiediamo interventi di risanamento"

"Chiediamo una maggiore presenza delle forze dell'ordine nei luoghi oggi più critici - commenta il presidente della Municipalità, Gianfranco Bettin - il potenziamento dell’intero comparto dei servizi sociali, ai minimi termini; il ripristino di un ufficio del servizio per la Casa a Marghera (ora trasferito a Mestre), che possa meglio rispondere con tempestività ai problemi del territorio e avere un pieno controllo della situazione; il ritorno a Marghera degli uffici dei Lavori pubblici dedicati agli interventi di zona, per assicurare interventi tempestivi contro il degrado e l’abbandono di strade, case ed edifici pubblici; l’avvio celere degli interventi di restauro dell’ex Edison; la ripresa di iniziativa del Comune verso la Regione per destinare l’ex Monteverdi di via Ulloa a usi socio-sanitari e con la proprietà dell’ex Cral Montedison di via Fratelli Bandiera per sottrarlo al degrado. Solo una strategia articolata di risanamento urbano e sociale e di controllo del territorio - conclude - può ripristinare la sicurezza e la qualità della convivenza". 

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