Grandi navi, scontro Bernardo-Bettin: "Speculi sui dolori", "battuta infame"

Dopo la foto di un'imbarcazione da crociera che nonostante l'alta alta ha attraversato la città l'assessore ha attaccato il "nesso tra affarismo e incoscienza che occorre spezzare"

La foto che ha fatto il giro del web (Luca Lombardo)

Ha fatto il giro del web la foto della nave da crociera che domenica mattina ha solcato le acque di Venezia nonostante la città fosse alle prese con una delle maree più elevate di tutti i tempi. Un'immagine che ha mandato su tutte le furie l'assessore all'Ambiente Gianfranco Bettin, che in una nota diramata nel pomeriggio di domenica ha puntato il dito contro quel "nesso tra affarismo, incoscienza e impotenza che occorre spezzare": "Nulla descrive meglio il tipo di Apocalisse in corso e il modo in cui la si sta affrontando. 'Gli affari sono affari e qui a bordo del Titanic siamo al sicuro', sembrano dire dall’alto della nave crociera e dal suo business-desk. Intanto, 'colà dove si puote ciò che si vuole', si rinviano decisioni che giornate come questa rivelerebbero invece di estrema urgenza".

 

Dichiarazioni forti, che hanno determinato a stretto giro di posta la risposta di Massimo Bernardo, presidente del comitato Cruise Venice, che si dichiara favorevole al passaggio delle grandi navi in laguna: "La leggerezza e la spensieratezza con cui Bettin parla delle difficoltà di Venezia dovuta all'alzarsi delle maree è sorprendente. Cosa c'entra l'acqua alta con le crociere? - dichiara il presidente a La Nuova Venezia - Non bisogna giocare con le emozioni e i dolori delle persone, caro assessore, vanno al contrario trovate soluzioni non emotive e questo lo può, lo deve fare soprattutto chi ha il potere per farlo chi è al governo da decenni di questa città".

La miccia è stata accesa. E l'assessore Bettin non si è tirato indietro, ribattendo questo pomeriggio: "“Al netto di una battuta infame ('giocate sul dolore delle persone'), la dichiarazione di Massimo Bernardo si riduce al tentativo di scaricare responsabilità su chi, come il Comune, né in materia di grandi navi, né di salvaguardia ha qualche significativo potere. Anzi, la richiesta di poterci assumere delle vere responsabilità, e quindi di avere i poteri e gli oneri conseguenti, è esattamente il cuore della questione che il Comune da tempo solleva. Sui problemi cruciali del territorio - conclude Bettin - vogliamo che sia la città, con i suoi legittimi rappresentanti, a poter decidere, tenendo conto dell’interesse generale, e non i rappresentanti degli interessi particolari più forti magari in stretta relazione con il potere romano”.

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