Pescano molluschi "al cadmio" e falsificano i documenti, denunciati

Dieci i pescatori di chioggia nei guai. A dicembre erano state precluse acque sandonatesi "a norma" perché era stato trovato pesce inquinato. Era stato pescato di frodo a Porto Tolle

Il tracciato radar di un peschereccio

Pescavano in acque vietate, ma ai controlli presentavano dei documenti sanitari in regola, che attestavano come quei molluschi provenissero invece da un'area "a norma" di San Donà. Da almeno tre mesi dieci pescatori chioggiotti avevano falsificato gli atti di registrazione dei prodotti ittici immessi nel mercato.

A incastrarli un controllo a campione dell'Ulss 14 su delle cappesante e dei murici stoccati al porto di Chioggia, in cui sono state rilevate quantità oltre la norma di cadmio. Siccome i documenti sembravano in regola, si è supposto che quell'area sandonatese in cui si affermava fosse avvenuta la raccolta fosse inquinata. Per questo quindi l'azienda sanitaria competente ha emesso subito due ordinanze di sospensione temporanea della raccolta dei molluschi.

Qualcosa, però, non tornava. Grazie ai tracciati radar dei pescherecci, ricostruiti con l'aiuto del “Crev – istituto zooprofilattico di Venezia” di Legnaro, i carabinieri della compagnia di Chioggia hanno appurato che i pescherecci nei giorni indicati nei documenti sanitari non si trovavano in acque sandonatesi, ma bensì a Porto Tolle, nel Rodigino. In una zona vietata per tutela della salute pubblica. I molluschi "al cadmio", quindi, arrivavano da acque già off limits.

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Gli inquirenti, di conseguenza, hanno deciso di approfondire la vicenda, controllando a tappeto i documenti sanitari prodotti dai pescatori e confrontandoli con i tracciati radar. Risultato: dieci i pescatori denunciati per frode nell’esercizio del commercio, procurato allarme e falsità commessa da privato in atto pubblico.

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