Grosso giro di prostituzione in due locali: prestazioni fino a 1500 euro a notte, 5 persone in arresto

Uno a San Donà, l'altro a Quarto d'Altino. Le ragazze sfruttate erano tutte romene, tra i 18 e i 35 anni. Tanti clienti abituali, potevano "consumare" sul posto oppure a domicilio

L'operazione è stata presentata in conferenza stampa

La prestazione sessuale consumata all'interno del locale - mezz'ora nel privé - costava 150 euro. Una percentuale tra il 50 e il 70% andava ai titolari dell'attività. Ma il listino prevedeva per il cliente la possibilità di portare le ragazze anche in albergo o a casa propria, con il tariffario che cresceva esponenzialmente. Dopo un'indagine durata qualche mese e ruotata attorno ai locali notturni Arabesque di San Donà di Piave e Game Over di Quarto d'Altino, la squadra mobile di Venezia ha arrestato 5 persone: i due fratelli titolari dei locali, Matteo e Federico Vendramello (di 40 e 44 anni), di Jesolo, sono stati portati in carcere. I loro collaboratori, Michaela Hobila, 35enne residente a Jesolo con competenze "logistiche", Lorenzo Borga, sandonatese di 70 anni, e Ugo Bozza, 66enne di Portogruaro, sono stati ristretti ai domiciliari. Le ordinanze sono firmate dal gip David Calabria su richiesta della pm Federica Baccaglini; le indagini sono a cura della squadra mobile diretta da Giorgio Di Munno.

Prostituzione in due locali del Veneziano

Gli inquirenti hanno avviato le indagini a seguito di un esposto anonimo pervenuto nei mesi scorsi riguardo al presunto sfruttamento della prostituzione nei due locali notturni del Veneziano, entrambi registrati ufficialmente come circoli culturali. Gli investigatori, sin dai primi appostamenti, hanno individuato un notevole flusso di clienti e ragazze, per lo più di nazionalità romena, formalmente impiegate nei locali come ballerine, ma che di fatto si prostituivano. Le indagini degli investigatori hanno permesso di ricostruire il sistema di gestione della prostituzione. Il cliente tipo, interessato a consumare il rapporto sessuale, pagava la parcella, 150 euro per mezz'ora, prima di entrare nel privé. Questo era il servizio base, cui se ne aggiungevano anche altri più costosi: si andava dalla prestazione consumata fuori dal locale, solitamente in albergo, con tariffe fino a 500 euro, fino alla possibilità per il cliente di ricevere la ragazza direttamente a domicilio, pagando anche 1500 euro per una notte intera. Per assicurarsi questo tipo di prestazione, gli interessati contattavano telefonicamente i gestori dei locali e concordavano tempi e modi dell'appuntamento. Alcuni di loro pagavano con carta di credito: le ragazze, infatti, erano fornite di pos.

Sigilli ai locali notturni

Nel giro di prostituzione rientravano una cinquantina di ragazze, tutte provenienti dall'est Europa e di età compresa tra i 18 e i 35 anni. L'attività illecita, per i titolari, era molto remunerativa, specie a seguito della chiusura di qualche locale simile oltre confine, nel quale si offriva lo stesso tipo di servizio agli avventori. È per questo motivo che i clienti provenivano non solo dalla provincia, ma anche da fuori regione, specie dal Friuli Venezia Giulia. A richiedere i servigi delle prostitute c'era una clientela variegata, dai giovani fino agli anziani con maggiore disponibilità economica, che tendenzialmente portavano le ragazze in casa propria. Nel frattempo, i due locali sono stati chiusi, in attesa dell'ulteriore sviluppo delle indagini.

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