"Caro Gigi ti scrivo", Ca' Farsetti assediata da girotondi e slogan

Giovedì pomeriggio le annunciate proteste dei lavoratori comunali in Consiglio. Una grande folla di manifestanti ha girato attorno al palazzo

Le proteste in Consiglio

Cambiano le amministrazioni comunali, ma le proteste restano. E' andata in scena giovedì pomeriggio, in occasione del Consiglio comunale, la manifestazione dei dipendenti comunali contro l'azzeramento della parte variabile dello stipendio. La busta paga per loro, con i tagli del commissario straordinario Vittorio Zappalorto, è diventata da questo mese inevitabilmente più leggera, senza poter contare su indennità e parte variabile.

Così Ca' Farsetti dalle 15 in poi è tornato a essere assediato dai propri dipendenti, che a suon di megafono, fischietti e striscioni hanno dato vita a una rumorosa protesta che poi si è "evoluta" in un lungo girotondo attorno al municipio, con tanto di nastro nero e giallo a circondare la struttura: "C'è gente costretta ora a vivere con meno di mille euro al mese - hanno spiegato i manifestanti - ma la produttività per i dirigenti è stata comunque elargita. Il sindaco avrebbe dovuto bloccare questa decisione del commissario". L'attenzione era soprattutto all'interno del palazzo: con un'ora di ritardo il sindaco Luigi Brugnaro ha fatto il suo ingresso nella sala consiliare di Ca' Loredan. Subito è stato ricoperto di fischi dalla sessantina di dipendenti (tra cui i rappresentanti sindacali) presenti, i quali hanno intonato anche alcune canzoni storpiate "su misura" del primo cittadino, come "Caro Gigi ti Scrivo".

Si tratta della prima contestazione per il nuovo titolare di Ca' Farsetti, che non ha comunque raggiunto le vette come con l'ex commissario Zappalorto. In apertura di seduta la presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano, ha lasciato spazio a un rappresentante dei lavoratori comunali. In un breve discorso quest'ultimo ha chiesto che la Giunta si impegnasse ad allocare di nuovo risorse nel fondo di produttività: "Entro oggi", ha scandito tra gli applausi. "Ci impegniamo a ricostruire il fondo - ha dichiarato a stretto giro di posta il sindaco Brugnaro - purtoppo ci hanno obbligato a girare i sette milioni di euro del decreto enti locali su altre voci. Sono stati i revisori dei conti. Su questo avete ragione a protestare, ma i soldi li troveremo attraverso lo sviluppo che garantiremo per la città". Una frase che non è stata accolta bene dai presenti, che hanno rumoreggiato. Dichiarando: "Che non devono pagare loro le colpe di altri". Al ché il sindaco ha ribattuto: "Non si pensi che basti urlare per ottenere i soldi - ha affermato - voi siete dei dipendenti comunali, un po' di contegno". Lo scontro verbale si è alzato quindi di tono: "Noi non ti vogliamo, vada via", esclama un lavoratore. "Mi se che se ne andrà prima lei", controbatte piccato il sindaco, che ha poi sottolineato come in futuro "la produttività non sarà più data a pioggia. Serve meritocrazia".

Dopodiché la seduta è iniziata con la discussione sull'approvazione delle varianti di bilancio, in cui sono contenute le assunzioni a tempo determinato per tre anni di 50 vigili, la ricapitalizzazione del Casinò e altri tagli "obbligati". Il capogruppo della Lista Casson, Nicola Pellicani, ha chiesto tra gli applausi: "Riformulate la manovra, perché continua a peggiorare la situazione. Ci sono fasce sociali che soffrono sempre più". Davide Scano del Movimento Cinque Stelle: "Sindaco, perde di credibilità nel mantenere al suo fianco un gran ciambellano (ossia Marco Agostini, ndr) artefice di questa situazione difficile".

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