Venezia prima di Venezia, grazie agli scavi a Torcello si riscrive la storia

Il progetto 'Torcello 2012' è un impegno che vede uniti l'Università Cà Foscari, la Regione Veneto e il Comune di Venezia, proprietario delle aree. Gli scavi partiranno a fine settembre

Venezia prima di Venezia: nuovi scavi archeologici sull'isola di Torcello per risalire alle origini della città attraverso i secoli che hanno preceduto l'epoca d'oro della Serenissima. Gli scavi partiranno a fine settembre in due aree di Torcello ancora sconosciute da un punto di vista archeologico (una a fianco della basilica e l'altra nel giardino della ex scuola elementare, che il Comune ha messo in vendita), alla ricerca di nuove tracce dell'abitato di epoca alto-medievale: quando l'isola era un grande porto europeo e le case quasi tutte di legno, ma gli abitanti erano migliaia contro gli 11 di oggi. Il progetto 'Torcello 2012' - un impegno che vede uniti l'università Cà Foscari, la Regione Veneto e il Comune di Venezia, proprietario delle aree - si inserisce in "Shared Culture" (patrimonio culturale condiviso) finanziato nell'ambito del Programma per la cooperazione transfrontaliera Italia-Slovenia, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e da fondi nazionali per un costo complessivo di 600 mila euro. Fino alla fine di dicembre, a Torcello lavoreranno per la prima volta insieme archeologi, archeometristi e restauratori che, sotto la direzione scientifica dell'archeologo Diego Calaon, hanno costituito anche un 'Pronto soccorso reperti' per l'immediata messa in sicurezza degli oggetti ritrovati e non perdere preziose informazioni.

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Torcello è uno dei luoghi chiave della storia di antica di Venezia, punto di passaggio tra la ricca epoca che si sviluppava intorno alla città lagunare di Altino e i fasti della Serenissima, ma non solo: sull'isola si formano infatti le elite commerciali che avranno un ruolo di primo piano nella storia dell'Adriatico e nello sviluppo dell'Europa mediterranea ed è anche per questo che i cantieri saranno aperti a visitatori e turisti per visite guidate. Del team fanno parte anche otto giovani stagiste che seguiranno gli scavi dall'inizio alla fine. Oltre alla ricostruzione della storia archeologica dell'isola, il progetto ha infatti anche una funzione didattica finalizzata all'alta formazione scientifica di giovani operatori dei beni culturali e tutte le otto borse di studio sono andate ad altrettante donne. I reperti rinvenuti passeranno dal cantiere al laboratorio archeometrico di Cà Foscari del prof.Guido Biscontin e poi al restauro.

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