Asili nido e materne, le insegnanti dichiarano sciopero: "Troppi precari e servizi smantellati"

Il 15 novembre astensione dal lavoro per le operatrici dei servizi educativi comunali: al sindaco si chiede di cambiare le proprie scelte e investire sulle professionalità dei lavoratori

La manifestazione del 22 ottobre

Tra educatrici delle scuole dell'infanzia e amministrazione comunale è di nuovo muro contro muro: si terrà il 15 novembre lo sciopero generale dei servizi educativi comunali per chiedere al sindaco di cambiare le proprie scelte e "investire sulle professionalità" dei lavoratori. Lo annunciano le Rsu e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil, Diccap, Csa e Cobas.

La giornata di astensione dal lavoro segue altre iniziative intraprese fin dall'apertura dell'anno scolastico: i sindacati avevano denunciato i problemi che ci sarebbero stati nel garantire adeguatamente l’offerta dei servizi, mentre - ricordano - l’assessore Romor aveva rassicurato la cittadinanza che tutto sarebbe funzionato alla perfezione. Secondo i sindacati non è così: "Sta avvenendo il graduale smantellamento dei servizi - si legge in una nota congiunta - Che vengono trasformati in semplice vigilanza e controllo dei bambini. Per questo abbiamo più volte sollecitato il Comune a fare scelte diverse". L'ultima iniziativa del genere risale al 22 ottobre, quando è stata organizzata una manifestazione con corteo a Mestre.

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Secondo i sindacati "il Comune avrebbe la facoltà di de-precarizzazione, che è prevista nel limite del 50% del piano triennale di assunzioni, ma continua a non attuare questa possibilità. Noi assistiamo invece a continui spostamenti di educatrici, alla riduzione dei momenti di compresenza e dei laboratori e ad una costante limitazione dei diritti contrattuali e sindacali. Abbiamo quindi deciso di indire lo sciopero del personale e tenere assemblee informative nelle municipalità per spiegare ai genitori e alla cittadinanza lo stato dei servizi educativi del Comune e le ragioni dello sciopero".

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