Le Marine si incontrano all'Arsenale: "Non dimenticarsi come si fa guerra"

E' stato aperto martedì il simposio delle Marine Militari del Mediterraneo e del Mar nero. Ospiti anche Stati da tutto il mondo: "Venezia è il luogo in cui ci si siede e si discute del mare"

Un mare libero, sicuro, più accessibile. E' questo l'obiettivo del 'Venice regional seapower symposium for the navies of the Mediterranean and Black Sea Countries', giunto alla nona edizione, che si è aperta questa mattina all'Arsenale di Venezia e proseguirà fino a giovedì. Il simposio, che si ripropone ogni due anni, vede la partecipazione, a fianco delle Marine dei Paesi di Mediterraneo e Mar Nero, anche di quelle di Argentina, Singapore, Brasile, Stati dell'Africa subasahariana.

"Negli ultimi dieci anni - ha ricordato Gianfranco Annunziata, capo dell'Ufficio politiche navali dello Stato maggiore della Marina italiana - come Marine abbiamo incentrato gli sforzi soprattutto sul mantenimento della sicurezza in mare in senso lato, diventando una sorta di 'polizia d'alto mare'. La recente esperienza in Libia, però ha riproposto ruoli più tradizionali, per cui, nella crisi economica attuale le problematiche sono principalmente due: l'efficacia nella sorveglianza e il preservare capacità più attinenti a una guerra navale tipica che i fatti ci hanno dimostrato servono ancora e che, una volta perse, sarebbe difficile recuperare".

Nell'incontro, dunque, si cercherà di mettere a sistema i diversi punti di vista delle Marine e degli organismi internazionali, anche del mondo civile, di riferimento, anche attraverso misure pratiche come l'allargamento transregionale del sistema di sorveglianza marittima Vmtc, lanciato proprio in occasione del simposio di due anni fa.

"A brevissimo - ha spiegato a proposito Annunziata - sarà effettivo l'ingresso nel sistema anche di un Paese-chiave tra due oceani come il Sudafrica, che ha già firmato il documento d'accesso. L'Italia, in questo sistema, ha avuto un ruolo propulsivo, ma la progressione costante, in uno spirito estremamente collaborativo, sta avvenendo grazie al fatto che tutti i Paesi si sentono complementari all'iniziativa".

A fare gli onori di casa, il contrammiraglio dell'Arsenale, Maurizio Ertreo. "Venezia - ha ricordato - è stato per secoli il luogo in cui la marittimità mondiale si è confrontata e la Marina ha creduto quindi fortemente che questo potesse esserlo ancora oggi. Perché la sicurezza dei mari, nel ventunesimo secolo, si può ottenere solo attraverso il costante dialogo e coinvolgimento di tutti gli attori". (ANSA)

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