Pompieri, annunciato lo stato d'agitazione: "Se non ci sarà dato ascolto sciopereremo"

Nei primi giorni di novembre tentativo di conciliazione tra i rappresentanti UilPa VVF e la dirigenza del Comando. Nel mirino straordinari non pagati e carenze di mezzi e vestiario

Nei primi giorni di novembre è previsto il tentativo di conciliazione nella sede della direzione regionale del Veneto dei vigili del fuoco, a Padova, e, se non si troverà un accordo, il rappresentante sindacale della UilPa VVF di Venezia, Davide Meli, ha già prefigurato la possibilità di uno sciopero. I pompieri, perlomeno quelli aderenti a questa rappresentanza sindacale, sono ufficialmente in "stato d'agitazione". Di conseguenza in questi giorni è stata attivata la procedura di raffreddamento, prevista dalla legge. 

Nel mirino della UilPa VVF finiscono le ore effettuate oltre il normale orario di lavoro, perché "il personale ha diritto al loro recupero", oltre alla necessità che il personale "debba essere assegnato alle sedi di riferimento secondo quanto previsto dal proprio ruolo istituzionale, occupando in modo progressivo i posti di propria pertinenza". Si chiedono rinforzi laddove ci siano delle assenze prolungate e si punta il dito anche contro il servizio mensa, definito "pessimo" nelle pietanze come nella gestione. Per quanto riguarda il distretto di San Donà, mancherebbero "procedure operative univoche nel momento in cui l'autobotte viene inviata a supporto dei colleghi di Jesolo e Portoguaro".

A Mira, invece, il personale "attende da più di un anno che il Comando provveda all'acquisto di pentole, padelle, tegami - si legge nel documento con cui si mette nero su bianco lo stato d'agitazione - materiali fondamentali per la cucina e che in parte vengono portati da casa come piatti e bicchieri, per una dovuta questione di sicurezza igienico-sanitaria, visto il degrado del vettovagliamento. I materassi, poi, sono fatiscenti". Essendo un distaccamento SD3, poi, secondo il sindacato dovrebbero rimanere presenti almeno 6 unità: "Ma gli uomini vengono mandati spesso in altre zone di rinforzo, anche quando non ce ne sarebbe bisogno". Le lamentele non risparmiano nemmeno la sede aeroportuale: "La vetustà dei mezzi costringe il personale a continui provvedimenti di sospensione dal servizio per problemi di manutenzione o di necessarie verifiche della funzionalità di mezzi che strategicamente devono rispondere con particolare efficienza ed efficacia al servizio a cui sono adibiti", si legge. 

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Tra i punti che hanno determinato lo stato di agitazione, anche l'organizzazione del presidio estivo di Caorle e quello del team "USARVeneto", di recente partito alla volta dell'Italia Centrale dopo il terremoto di Amatrice. Secondo il sindacato lì ci sarebbero stati esempi di "disorganizzazione" e di "privilegi". Infine, si sottolineano problemi nel "magazzino vestiario", caratterizzato da presunta carenza di materiale, nelle indennità del personale a orario differenziato e negli orari in cui il personale viene inviato alla visita medica obbligatoria: "Deve essere durante il turno di servizio", conclude Davide Meli. 

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