Tassa di sbarco, critici i comitati sulla Ztl: «Evidente il conflitto d'interessi»

Gruppo25Aprile: «Non contiene neppure una forchetta tariffaria. Un tributo alto potrebbe scoraggiare i veicoli a proseguire. Si intende avvantaggiare chi possiede parcheggi prima del ponte?»

Foto: ponte della Libertà

Tassa di sbarco giovedì in discussione nelle commissioni consiliari a Ca'Farsetti e i comitati cittadini scaldano i motori. L'approvazione del "Regolamento per l'istituzione e la disciplina del contributo di accesso, con qualsiasi vettore, alla città antica del Comune di Venezia e alle altre isole minori della laguna" riguarda anche l'introduzione della Ztl, che potrebbe venir applicata in prossimità del ponte della Libertà.

Forchetta tariffaria

Critico il Gruppo25Aprile di Venezia, in particolare sulla delibera riguarda la zona a traffico limitato: «Si riduce a una delega in bianco, senza nemmeno definire una forchetta tariffaria o linee guida per la sua articolazione temporale e le inevitabili esenzioni che la accompagneranno - scrive e sottolinea -: Il Consiglio si limita a "dare atto che con distinto provvedimento la giunta comunale provvederà ad approvare le tariffe". La sua indeterminatezza la rende impugnabile innanzi all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per una ragione molto semplice. A essere tassati a discrezione saranno infatti tutti i veicoli che, attraversando il ponte della Libertà, rifiutano di pagare un comodo parcheggio sulla soglia del ponte, magari in area Pili».

Parcheggi

«Qui si trova - dice il Gruppo25Aprile - Venice City Park, controllata al 95% dalla Siv Srl, a sua volta è controllata al 95% da Umana. Potrebbe essere questa proprietà, di cui il sindaco incassa gli utili, a beneficiare di una tariffazione rimessa alla discrezionalità della stessa persona? Come dire, un concorrente che opera nel settotre dei parcheggi e al tempo stesso determina la tariffazione della Ztl? Non facciamo processo alle intenzioni. Chiediamo di chiarire ogni aspetto della questione».

Touring Club Italiano 

Per il Touring Club italiano la tassa di sbarco rappresenta «l’ennesima occasione persa. Quello che come Touring continuiamo a non vedere è soprattutto l'idea di città a cui si vuole tendere. Questo significa che è necessario adottare misure non solo in termini fiscali, ma di politiche economiche, urbanistiche, della mobilità e della cultura, che tengano conto della città storica, delle isole e della terraferma”.

«Occorre riflettere  - continua il Touring Club italiano - anche sul costo variabile a seconda del periodo. A questo bisogna, infatti, sommare il costo già elevato dei mezzi di trasporto urbani. Se ciò non costituirà un disincentivo alla visita, potrebbe però andare a detrimento della fruizione culturale della città (incentivando una visita frettolosa e distratta) che registra già oggi numeri bassi nei principali musei».

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