La droga della 'ndrangheta in Veneto con gli ex Mala del Brenta

La maxi operazione dei carabinieri del Ros coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha portato all'alba di giovedì all'esecuzione di 30 misure cautelari

Quattro gruppi di matrice 'ndranghetista importavano migliaia di chili di cocaina e marijuana dal Sudamerica all'Italia passando per Olanda, Francia e Spagna per poi smerciarla in Veneto, Lombardia e Canada. Trenta gli arresti scattati all'alba di giovedì, alcuni dei quali in Veneto. Per l'ingresso nella nostra regione, secondo quanto accertato dalle indagini, i mafiosi avrebbero trattato con alcune vecchie conoscenze di Felice Maniero.

Gli arresti in Veneto

Fra i 30 arrestati (23 in carcere e 7 ai domiciliari) per associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti ci sono anche il 64enne Antonio Maniero di Camponogara, nativo di Piove di Sacco, il 62enne di Brugine Antonio Bastianello e il 59enne Ferdinando Scremin, nato a Cittadella e da anni residente a Poggio Renatico. Il “Toro di Vigorovea”, il “Barbiere” e “Fabrizio”, volti arcinoti nel mondo dello spaccio veneto su grande scala, in gioventù hanno tutti militato tra le fila della Mala del Brenta e negli anni sono stati più volte arrestati per reati connessi al narcotraffico. I tre sono accusati di associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti: ad esempio, i carabinieri hanno accertato che, nel 2012, trafficanti stavano organizzando un trasferimento di 20 chili di cocaina dalla Colombia a Padova.

L'operazione

L'operazione Edera raccoglie l'eredità di nove anni di indagini internazionali, che avevano già portato all'arresto di 58 persone in particolare all'interno delle cosche calabresi. Grazie alla collaborazione con la Dea, la Dcsa e le polizie francese, olandese e colombiana le misure cautelari emesse dal gip sono scattate a Padova, Bologna, Bergamo, Milano, Reggio Calabria oltre a due in Olanda e altrettante in Colombia e Francia. In Italia gli arresti sono stati effettuati dai carabinieri del Ros con il supporto dei Comandi provinciali competenti e dello Squadrone eliportato cacciatori di Calabria. Il provvedimento cautelare è stato emesso dal gip del tribunale di Reggio Calabria su richiesta della locale Dda.

L'organizzazione

Il sodalizio criminale si basava su quattro gruppi direttamente collegati ai mandamenti reggini, infiltrati nelle diverse zone. Uno importava lo stupefacente attraverso la Spagna in aereo o via gomma. Un secondo invece, radicato in Calabria, prendeva contatti con i fornitori in Sudamerica e curava le spedizioni verso il Canada e il Nord Italia. Un terzo gruppo gestiva lo smercio all'ingrosso in Lombardia (cocaina) e Calabria (marijuana). Il quarto infine importava la droga da Colombia ed Ecuador attraverso gli aeroporti olandesi. Dal 2010 sono stati sequestrati quasi 250 chili di cocaina.

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