Bilancio veneziano: tra il 2017 e il 2018 giù il disavanzo del 48%

Presentata a Ca' Farsetti la capacità amministrativa del Comune rispetto ai 32 maggiori italiani. Brugnaro: «Risultati importanti. Prima si spendevano soldi che non c'erano»

Presentazione della capacità amministrativa del Comune di Venezia

Il Comune di Venezia è passato dalla 14esima posizione del 2017 alla settima attuale e, come Città metropolitana, dalla quarta alla prima in relazione alla sua capacità amministrativa. È stato presentato oggi, a Ca' Farsetti, lo stato del bilancio economico e finanziario della città, attraverso un rapporto svolto da Franco Mostacci, ricercatore Istat, illustrato alla presenza del sindaco Luigi Brugnaro e dell’assessore Michele Zuin.

Interessi

Partendo dall’analisi del rendiconto dell'anno 2018, lo studio aggrega e mette a confronto i dati del bilancio finanziario ed economico patrimoniale dei 32 Comuni italiani di maggiori dimensioni, che comprendono circa un quinto del totale della popolazione. Venezia dalla 14esima posizione del 2017 è passata alla settima, e, come Città Metropolitana, dalla quarta è arrivata alla prima migliorando la liquidità. «Non usufruiamo più dell’anticipazione di Tesoreria, che costringeva a pagare interessi alle banche», ha spiegato Zuin. «Con l’approvazione del rendiconto 2019 certificheremo l’azzeramento del disavanzo», ha commentato Brugnaro.

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Debito

A fronte di una riduzione del disavanzo del 12% riferito alle città esaminate, il Comune di Venezia lo ha ridotto del 48%. Il debito pro capite di Venezia è di 1.137 euro contro una media di 1.723. La tempestività nel pagamento dei fornitori è migliorata passando da un ritardo di 47 giorni rispetto alla scadenza, a un pagamento anticipato di 2 giorni. Il ritardo medio delle città prese in esame nella ricerca è di 37 giorni dopo la scadenza.     

Riscossioni e pagamenti

La capacità di riscossione delle entrate di natura tributaria, contributiva e perequativa, nell’anno di riferimento, è al 67% a fronte di una media del 63%. La capacità di pagamento degli impegni di spesa per diritti sociali, politiche sociali e famiglia è del 77% contro il 69% della media. L’incidenza della spesa complessiva per istruzione e diritto allo studio, sviluppo del territorio e dell’ambiente, trasporti e mobilità sostenibile, raggiunge il 55% rispetto al 53% della media. Gli investimenti complessivi pro capite sono pari a 288 euro a fronte dei 171 della media degli altri Comuni presi in considerazione.

Disavanzo azzerato

«Questi risultati - ha detto il sindaco - sono più significativi dell’inaugurazione di un ponte o di una pista ciclabile. Quando siamo arrivati abbiamo trovato una situazione devastata. Avevamo ereditato un disavanzo di 72 milioni di euro e lo abbiamo azzerato in cinque anni rispetto ai 28 previsti dal Commissario. Abbiamo deciso di spendere i soldi che avevamo, mentre l’abitudine era quella di distribuire risorse di cui non si disponeva. Il bilancio ha bisogno di regole ferree, non bisogna far pesare i debiti sulle generazioni future».

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