Syndial, sindacati: «Impegni ancora troppo generici per Porto Marghera»

A incontrare giovedì l'azienda le sigle Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil: «Se l'obiettivo è espandere le attività all'estero dobbiamo capire le conseguenze sui lavoratori»

Sigle sindacali Femca Cisl, Filctem Cgil e Uiltec Uil, e rappresentanze sindacali, al tavolo con i vertici aziendali Syndial di Porto Marghera, giovedì, per discutere del futuro dello stabilimento veneziano. Per i sindacati il piano industriale «resta molto generale, mentre la prospettiva di un'espansione all'estero degli stabilimenti si traduce in incertezza per i lavoratori».

Bonifiche

Il sito di Marghera, inserito nell'area nord-est, continua con il previsto programma di bonifica, che a oggi ha portato al completamento dell'area Moranzani e Malcontenta e il quasi completamento dello smaltimento dei fusti "Casagrande". Sono previsti investimenti riguardanti la realizzazione di tre impianti per energia alternativa in area ex Ausidet e in aree individuate all'interno dello stabilimento. «Ma tali impianti - scrivono i sindacati - non verranno gestiti da personale Syndial di sito, come sarebbe stato auspicabile».

Certificazione

«È stato richiesto il via libera dal ministero dell'Ambiente per ottenere la certificazione di avvenuta bonifica, non come precedentemente previsto sull'intera area del Petrolchimico, ma su ogni singolo lotto, con il vantaggio di poterli destinare a nuove attività produttive, senza attendere il completamento della bonifica certificata dell'intera area - affermano le sigle -. Per quanto riguarda il Taf, impianto per la produzione di acqua a uso interno dello stabilimento, non ci sono novità di rilievo. Questo progetto è in attesa di autorizzazione da parte del ministero, e la pratica è sotto esame da svariato tempo».

Occupazione

Sulle politiche del personale i nodi più importanti riguardano l'assunzione dei precari e il riconoscimento delle indennità di trasferta - scrivono Filctem, Fecma e Uiltec. «La società riferisce che è ancora in corso una valutazione di Syndial, che possa portare alla formulazione di una proposta che riconosca l'impegno delle persone in trasferta. È stato chiesto che le risorse che oggi sono assunte con contratto di somministrazione vengano stabilizzate, e che ci siano nuove assunzioni. In merito ad altre problematiche, ad esempio l'aumento dei costi in mensa, l'azienda non ha portato al tavolo nessuna soluzione».

Le conclusioni

«Per l'ennesima volta Syndial ci ha presentato un piano di sviluppo industriale su Marghera molto generico - dicono sindacati e rappresentanze -, più indirizzato su logiche nazionali e internazionali. È emerso invece, un atteggiamento più aperto sulla cessione delle aree di propria competenza a soggetti terzi. Riteniamo opportuno, se ci fossero manifestazioni d’interesse per nuovi insediamenti sulle aree dismesse del petrolchimico, sarebbe opportuno coinvolgere le organizzazioni sindacali, nell’ottica di uno sviluppo occupazionale nel breve e medio periodo».

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