Tari, ecco quanto risparmieranno famiglie e negozi nel 2020

L'amministrazione comunale veneziana ha approvato le nuove tariffe. «Taglio dell'imposta per i cittadini e le imprese. Riduzione media di circa il 16,2% per i primi. Dal 20 al 30% per le utenze non domestiche»

Ca' Farsetti archivio

Giù le tasse sui rifiuti a Venezia. Approvate le nuove tariffe Tari per il 2020, martedì. L'osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva ha pubblicato la classifica regionale della spesa annuale per questa imposta, calcolandola in riferimento a una famiglia di 3 persone con una casa di proprietà di 100 metri quadrati. La Regione che meglio se la passa è il Trentino Alto Adige, quella più cara è la Campania. Il 68,2% delle famiglie pensa di pagare troppo per la gestione e la raccolta dei rifiuti. Venezia è una provincia che viaggia per conto proprio, in Veneto, regione dove sono state registrate tariffe nella media. Sulla Tari si sta giocando la contrapposizione fra i Sì e i No al referendum di separazione tra Venezia e Mestre, ad esempio, poiché la terraferma è soggetta alle stesse tasse sui rifiuti della città lagunare, dove sono più elevate. 

Utenze domestiche

«Grazie al risanamento dei conti del Comune -  ha detto l'assessore al Bilancio Michele Zuinin -, anche il prossimo anno cittadini e imprese potranno risparmiare somme importanti». Per quanto riguarda le utenze domestiche, rispetto all'anno precedente, è stata approvata una riduzione media della Tari di circa il 16,2%. Ciò significa che, a fronte di un taglio delle tariffe del 2,7% di dodici mesi fa, le famiglie nei prossimi mesi potranno beneficiare di una sua riduzione complessiva di circa il 19%.

Negozi

Copione simile anche per le utenze non domestiche: per quest'ultime è stata decisa un'ulteriore riduzione rispetto al 2019 del 3,2% circa. Un calo che si aggiunge alla riduzione 2019 della Tari del 30%, per i negozi di vicinato, e del 20% per i piccoli esercizi commerciali. I conti rispetto al 2018 sono semplici: il titolare di un negozio di vicinato rispetto a 24 mesi fa pagherà la Tari il 33% circa in meno, il gestore di un esercizio di piccolo commercio (situato al di fuori dei centri commerciali) il 23% circa in meno. Bilancio simile anche per un panificio di 90 metri quadri, che sborserà 666,5 euro in meno rispetto al 2018 (passando da 2.061,9 a 1.395,4 euro). La riduzione della pressione fiscale riguarderà anche il piccolo commercio: una tabaccheria di 90 metri quadri, infatti, nel 2018 pagava 1.344,6 euro, nel 2019 ha pagato 1.085,39 euro e nel 2020 pagherà 1.051,03 euro, risparmiando il 21,83% rispetto al 2018 (ossia 293,57 euro). 

Finanziamento

Il finanziamento della riduzione della Tari da parte dell'Amministrazione comunale sarà finanziato per 2,7 milioni di euro da proventi derivanti dal Contributo d'Accesso 2020, per 2.884.334 euro dai recuperi dell'evasione (o elusione) della Tari degli anni precedenti già incassati, per 1,5 milioni di euro dal recupero dell'evasione (o elusione) della Tari previsto nel 2020 e per 1.818.781 euro da maggiori entrate fatturate relative ad anni precedenti rispetto ai costi correlati. Il totale del finanziamento è dunque di 8.903.115 euro.

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