Pellicani e Confindustria per la Zes: «Il governo va per la sua strada». Lega: «Si farà entro l'anno»

L'onorevole Pd: «Bocciato il mio ordine del giorno che impegnava il governo a istituire la Zona Economica Speciale nel 2020»

Porto Marghera, veduta: archivio

«La Zes a Porto Marghera è sempre più lontana. Venerdì sera il governo e la maggioranza gialloverde hanno bocciato il mio ordine del giorno che impegnava il governo a istituire la Zona Economica Speciale a partire dal primo gennaio 2020. Ha preferito approvare l’odg generico della Lega che non implica alcun impegno concreto». È il commento dell'onorevole del Partito Democratico Nicola Pellicani. 

Investimenti e lavoro

«Dopo l’incontro a vuoto del 3 giugno tra il ministro per il Sud Barbara Lezzi e le categorie economiche guidate da Confindustria, è giunto dalla Camera un altro stop, che significa che questo governo non intende puntare sulla Zes a Venezia. Secondo uno studio di Confindustria Venezia e Rovigo l’istituzione di una Zes in Veneto, limitatamente alle sole aree libere che oggi non producono alcun reddito, pari a 385 ettari, di cui 255 a Porto Marghera, potrebbe attrarre 2,4 miliardi di investimenti e creare 26 mila posti di lavoro tra diretti e indiretti - prosegue Pellicani -. 
Un' occasione per rilanciare l’industria e l’economia veneziana, oggi monopolizzata dalla monocultura turistica. 
Le associazioni di categoria venete dovrebbero trarne le conseguenze. 
La battaglia per la Zes continua. La settimana prossima discuteremo anche in Comune a Venezia, alla presenza deò presidente di Confindustria Venezia e Rovigo, Vincenzo Marinese».

La Zes a Venezia

«In Italia - si legge nell'odg presentato dal deputato veneziano - un'accelerazione alla realizzazione delle Zes si è registrata con il decreto per il Mezzogiorno del 2017, che ha previsto l'istituzione di zone economiche speciali introducendo regimi fiscali agevolati e misure di semplificazione burocratica e amministrativa per le aree del Paese meno sviluppate e in transizione - successivamente è stato introdotto - un ampliamento degli strumenti legislativi di supporto all'attività dei porti delle regioni del nord e all'interno del sistema delle imprese, in particolare le Pmi, quale terminale strategico per la "via della Seta". Confindustria Venezia Rovigo ha elaborato e presentato un piano per l'istituzione di una Zes in Veneto, limitatamente alle aree libere che oggi non producono alcun reddito. Il ministro Lezzi è stata evasiva rimandando ogni decisione alla legge di Stabilità del 2020. Invece il decreto Crescita poteva essere la giusta occasione per accelerare le procedure e prevedere uno strumento necessario al rilancio economico e produttivo per Marghera anche attraverso le Zes». Per questo è stato chiesto l'impegno del governo a «prevedere a partire da gennaio 2020 la istituzione di una Zes anche per Venezia».

L'appello e la lettera

«Speravamo fino all'ultimo che prevalesse il buon senso e che quindi la Zes venisse inserita nel decreto Crescita - commenta il presidente di Confindustria Venezia Rovigo, Vincenzo Marinese -. Chiedo a tutti i parlamentari di Venezia e del Veneto di insistere perché veramente venga istituita entro il 31 dicembre 2019. La delusione espressa dall'onorevole Pellicani è forte e condivisa. Ma sono altrettanto convinto che con il dialogo e con il supporto delle istituzioni riusciremo a ottenere ciò che ci spetta di diritto. Martedì prossimo i sindaci dei Comuni interessati dalla Zes rappresenteranno questa assoluta esigenza al presidente della Repubblica, consegnando una lettera al Prefetto di Rovigo. Non va assolutamente abbassata la guardia. Dobbiamo far capire in tutti i modi l'importanza di questo progetto, non solo per il Veneto ma anche per tutta l'Italia». «La Zes rappresenterebbe una occasione per supportare ulteriormente la crescita e lo sviluppo di Porto Marghera - conferma su Twitter il presidente dell'Autorità di sistema portuale Pino Musolino - sosteniamo questa richiesta, convinti che sia a favore del Paese e non a scapito di qualcuno».

La Lega

«La Zes in Veneto è un’ipotesi molto concreta sui cui la Lega sta lavorando ogni giorno. Confindustria ha ragione quando afferma che con il governo si aprirà presto un tavolo per ragionare sulle zone economiche speciali nelle aree del centro Nord. Prova ne è che in commissione Attività produttive è stato approvato all’interno del decreto Crescita un ordine del giorno a firma Saltamartini e Andreuzza che va proprio verso l’ipotesi di cui parla il presidente di Confindustria Marinese - scrive la deputata della Lega Giorgia Andreuzza -. Ricordo al Pd che strumentalizza la questione che il regolamento di istituzione del Zes è un decreto Presidenza Consiglio dei ministri e quindi non poteva essere inserito nel Crescita, in quanto il passaggio di modifica andava portato in Consiglio dei ministri. Con ogni probabilità, invece, entro l’anno riusciremo a portare a casa il risultato. La Zes del Veneto, infatti, oltre ad avere caratteristiche di strategicità, ha un piano industriale sostenibile e anche un parere positivo a livello europeo e la Lega sta facendo di tutto perché questa partita sia vinta».

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