Navi, Brugnaro e Zaia: «La soluzione è il Comitatone che non vuol dire fuori dalla laguna»

Il sindaco di Venezia e il presidente della Regione tornano a parlare di grandi navi a Venezia mercoledì, nel corso della posa della prima pietra della concessionaria Carraro a Mestre, in via Martiri della Libertà

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Il dibattito sulle grandi navi a tre giorni dalle proteste in laguna dei No Nav torna alla ribalta anche mercoledì, durante l'inaugurazione della concessionaria Carraro a Mestre, in via Martiri della Libertà. Il sindaco Luigi Brugnaro riapre sul Comitatone. «Chi dice che il Comitatone non è niente non sa di cosa parla, perché il Comitatone è diretta conseguenza della Legge Speciale su Venezia ed è uno strumento adotattato da istituzioni democraticamente elette - dice il sindaco -. Dal ministro Toninelli - aggiunge - mi sarei aspettato se non altro un comportamento istituzionalmente corretto. Intervenga per dire che piani ha il governo su Venezia, se la città conta qualcosa, se il lavoro finora fatto ha qualche valore».

Canale dei Petroli

Stessa lunghezza d'onda per il presidente Zaia. «Grandi navi via da San Marco e via dal canale della Giudecca, un fatto ormai assodato, non significa fuori le navi dalla laguna. Perchè se non vogliamo le crociere vuol dire che dovremmo tenere fuori anche le petroliere o le porta container dal canale dei Petroli, quindi che a Venezia gireremo tutti con la topa, magari elettrica giustamente - afferma il governatore, e sul ministro delle Infrastrutture Toninelli: «È una persona con cui si può parlare, troveremo un equilibrio».

Il governo

«Sono filo-governativo - afferma Brugnaro - capisco quelli che hanno votato 5 Stelle, non per far morire Porto Marghera, ma perchè scontenti di come stavano andando le cose, ma che frase è: "investiamo sul debito"? Noi vogliamo abbassare il debito ed è quello che abbiamo fatto in Comune a Venezia, grazie anche agli investimenti dei privati, che creano posti di lavoro. È facile distribuire risorse economiche a tutti, ma un conto è la solidarietà nei confronti di chi ha perso il lavoro, e un conto sono finanziamenti a pioggia. Ma è chi lavora, chi si alza alle 6 del mattino per fare un lavoro o cercarlo che merita sostegno e sgravi contributivi». 

Zoppas

«Massima solidarietà al presidente di Confindustria Veneto, contro chi pensa di minacciarlo - conclude Brugnaro -. Ha commentato con toni pacati la politica del governo. Ma se non si accettano le critiche vuol dire che non si rispetta la democrazia, che è un valore e va difeso».

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