Calenda a Mirano: «Fronte comune del Pd per l'Europa e nessuna alleanza con i 5 Stelle»

L'ex ministro dello Sviluppo economico del governo Renzi, capolista del Partito Democratico Siamo europei nella circoscrizione Nordest alle europee, Carlo Calenda, sabato in tour elettorale a Mirano

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"Siamo europei". Ha preso il via la campagna elettorale per le europee del Pd nel Veneziano, con l'ex ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, candidato a capolista della lista Partito Democratico Siamo europei nella circoscrizione Nordest.

Il manifesto

«Un territorio che conosco, di cui mi sono occupato da ministro per il comparto made in Italy e le imprese. Una sfida avvincente - dice Calenda a Mirano sabato, in villa Belvedere, dove è ospite del Pd locale -. Sono dalla parte di chi lavora, produce, di chi studia, fatica e non è rappresentato dal governo e dalle sue politiche discutibili, come quota 100 e il reddito di cittadinanza. Il rischio più grande che corriamo è pensare di non correre rischi. Avrei potuto ritirarmi dalla politica, tornare a fare il manager, ma l'Italia sta correndo seriamente il pericolo di uscire dall'Europa. Un esito che non possiamo permetterci, e uno scempio al quale non voglio assistere. Per questo credo che dobbiamo superare le divisioni e tornare a combattere, per proteggere i valori di libertà e democrazia. Dobbiamo opporre a una visione mortificante del paese un fronte compatto».

Il Pd di Nicola Zingaretti

«Con Zingaretti - precisa Calenda - non ho tradito il manifesto. Non ho molto in comune con lui ma combatto insieme questa battaglia perché socialdemocratici e liberaldemocratici devono stare assieme contro l'Europa che vogliono Salvini e Di Maio. Mi sento solo di dire a Zingaretti, rispetto alle forze politiche di sinistra che hanno preso le distanze dal Pd, assicuriamoci questa volta che il fronte comune sia reale e che ci sia adesione rispetto al principio "nessuna allenaza con i 5 Stelle". Per il resto vinceremo la battaglia convincendo le persone e andare a votare. Sono lontano da Zingaretti ma dobbiamo portare avanti una battaglia. Io dico che il 65% degli italiani non condivide la politica di questo governo, ma quando si tratta di andare a votare resta a casa. Dobbiamo tornare a parlare di politica e dobbiamo farlo spiegando che Salvini non sta facendo nulla di quello che ha promesso».

La donna

«Come Europa dobbiamo lavorare sulla cultura, la difesa dei confini, i migranti, un bilancio europeo reale. Sono convinto - conclude Calenda - che la crisi dell'occidente sia una crisi di valori e che la sinistra debba recuperare il lato umanistico dello sviluppo tecnologico, a partire dalla famiglia, intesa in chiave opposta a quella espressa nella vergognosa manifestazione di Verona. A partire dal ruolo della donna, che alcuni vorrebbero riportare indietro in senso anacronistico, togliendole il diritto di partecipare a pieno titolo alla società. Credo al contrario che le comunità avanzate abbiano bisogno delle donne per mantenere elevati i tassi di crescita. Vedrete che questa volta l'Italia si muoverà a partire dalle donne».

“Paracadutato da Roma"

«Più Calenda farà i suoi tour in Veneto attaccando il nostro leader Matteo Salvini, e più voti prenderà la Lega - dice il capogruppo della Lega al Parlamento europeo Mara Bizzotto -. Un arrogante paracadutato da Roma, espressione dei poteri forti e delle nomenclature, che non conosce nulla del nostro territorio e della nostra gente, e che si permette di venire a fare la morale ai veneti e al popolo del Nordest e a insegnar loro cosa votare. I veneti si ricordano benissimo i disastri combinati dai governi del Pd di cui Calenda è stato ministro. Il prossimo 26 maggio una grossa risata lo seppellirà politicamente insieme al Pd che, ricordiamolo, in questi anni ha mal governato non soltanto in Italia ma anche in Europa, con un commissario inutile come Federica Mogherini».


 

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