Ex ospedale Umberto I, 5 Stelle: «A Mestre c'è bisogno di un grande polmone verde»

La mozione del capogruppo del Movimento Davide Scano: «Una scelta in controtendenza restituirebbe dignità a un territorio che ha già pagato molto». L'esposto in procura sulla presunta modifica al piano regolatore

Foto: ex ospedale Umberto I, il "buco di Mestre": archivio

Il "buco nero" di Mestre, l'ex ospedale Umberto I, torna a far discutere. A chiedere con una mozione che quei terreni vengano destinati alla realizzazione di un polmone verde cittadino è il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale, Davide Scano. «Il territorio di Mestre è costellato di corpose previsioni urbanistiche rimaste inattuate finora, ad eccezione, forse, della sola funzione ricettiva che ha trovato ulteriore sviluppo nell'area della stazione - scrive -.Un parco grande più di 5 ettari, in grado di compensare, almeno in parte, l'inquinamento atmosferico prodotto dal traffico, restituirebbe dignità urbanistica a un territorio che ha pagato in termini di vivibilità».

Il recupero

Il piano d’iniziativa pubblica per il compendio dell’ex ospedale Umberto I, su proposta delle società proprietarie dell’area, Il Rovere Srl e Dng, prevedeva la demolizione di quasi tutti i fabbricati esistenti, nuove costruzioni, il restauro degli immobili da impiegare per attività d’interesse collettivo (i padiglioni Cecchini, Pozzan e De Zottis, l’ex “Casa delle suore”, la “Chiesetta neogotica” e l’ex direzione sanitaria), la realizzazione di spazi pedonali e a verde, la creazione di parcheggi pubblici. Successivamente è stato approvato il protocollo d’intesa tra Comune e privato per la modifica delle precedenti previsioni. «Tenendo conto - si legge nella mozione 5 Stelle - delle mutate condizioni del mercato immobiliare, il privato ha ottenuto delle modifiche “tali da riportare in equilibrio l’assetto economico e finanziario dell’investimento preventivato”. Basti pensare che il Pat, piano di assetto del territorio, prevedeva, rispetto al 2010 che la popolazione nel 2020 sarebbe potuta crescere. In realtà, il numero degli abitanti sta diminuendo costantemente. Alle volumetrie, con le relative funzioni programmate nell'area dell'ex Umberto I, la popolazione preferirebbe di gran lunga la creazione di un grande parco urbano. Al pari degli altri grandi parchi mestrini, esso potrebbe ospitare poi attività sportive, culturali e ricreative, in connessione diretta con il distretto sportivo di via Olimpia e quello culturale del Candiani-Toniolo-M9. La situazione economica dell'amministrazione comunale è poi migliorata in questi ultimi anni».

L'acquisto 

«Il Comune - spiega Scano - potrebbe comprare l'area per la realizzazione del “Central Park” di Mestre, con un mix delle seguenti misure: utilizzo di fondi propri, attribuzione di crediti edilizi a favore del privato cessionario da realizzare altrove, alienazione di tutti i padiglioni (o di una parte di essi) dotati di superfici e anche, visto lo scopo della spesa, la raccolta di contributi e sponsorizzazioni private».

L'esposto alla procura

Il lato "oscuro" della vicenda riguarderebbe, secondo il capogruppo 5 Stelle, «presunte varianti al piano regolatore che sarebbero state proposte nel 2017 da uno studio d'ingegneria alla Dng Srl, proprietaria dell'area, per realizzare un centro commerciale. Perché - si chiede Scano - questo ingegnere senza alcun mandato politico si sarebbe avvalso della facoltà di mercanteggiare possibili previsioni urbanistiche, difformi dal piano regolatore vigente? Garantendo peraltro che l'amministrazione comunale sarebbe stata d'accordo nell'abbattere i padiglioni", che invece costituiscono un'importante dotazione di standard pubblico situata nel cuore di Mestre, e che può essere adibita a centri civici, attrezzature collettive e residenze protette. Si chiede - concludono i 5 Stelle veneziani - di spiegare se corrisponde al vero l'esistenza di questo “sedicente plenipontenziario” del primo cittadino che si sarebbe speso a nome del Comune per realizzare l'ennesimo ipermercato con relativi parcheggi a raso».

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